Passo avanti importante per la creazione definitiva della Docg Cirò Classico dall’attuale Rosso Doc Cirò Riserva. La Gazzetta ufficiale di venerdì 16 dicembre ha pubblicato il disciplinare della nuova tipologia di vino tutelata dal Consorzio Cirò e Melissa, dopo la riunione di pubblico accertamento dello scorso 16 novembre e dopo il via libera del Comitato vini del Ministero dell’Agricoltura del 30 novembre. Dal 2019, l’ente calabrese ha scelto di innalzare la piramide qualitativa dei propri vini, elevando a Docg l’attuale Rosso Doc Cirò Riserva che, come spiega il presidente Raffaele Librandi, rappresenta l’astro nascente della denominazione.
Prodotto col vitigno autoctono gaglioppo (minimo 90%, con possibilità di inserire magliocco e greco nero), questo vino Docg dovrà comunque attendere il via libera definitivo dell’Unione europea per l’ufficialità. Quando si parla di zona classica, da cui nasce l’attuale Rosso Doc Cirò Riserva, si intendono i comuni di Cirò e Cirò Marina, l’area di più antica presenza della vite. Il comprensorio della futura Docg Cirò Classico, in provincia di Crotone, sul litorale della costa ionica e nel suo entroterra collinare, protetto dalle pendici della Sila, comprende un territorio di circa 9mila ettari, si estende lungo la fascia litorale ionica per 15 km e si spinge per circa 10 nell’entroterra.
La nuova Docg sarebbe comunque una super nicchia da poco più di 100mila bottiglie nella fase iniziale. Il potenziale produttivo sui cui potranno lavorare le aziende (182 viticoltori, 63 vinificatori e 51 imbottigliatori) è di 400 ettari sui 2.500 totali della denominazione, che conta 4 milioni di bottiglie complessive. I vini etichettati come Docg potranno essere immessi al consumo solo dopo almeno 36 mesi di invecchiamento di cui almeno 6 in contenitori di legno. La resa di uva per ettaro viene abbassata a 80 quintali.
L’articolo è stato pubblicato sul Settimanale Tre Bicchieri del 21 dicembre 2023
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