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Guerre commerciali

"Dazi sul Parmigiano Reggiano? Ci rimettono gli americani". Parla il presidente del Consorzio Nicola Bertinelli

Commento di Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano sui dazi imposti da Donald Trump

  • 03 Aprile, 2025

«Ci rimboccheremo le maniche per sostenere la domanda in quello che è il nostro primo mercato estero e che rappresenta oggi il 22,5% della quota export totale». Il Consorzio Parmigiano Reggiano commenta così l’introduzione dei dazi del 20 per cento per moltissimi prodotti dell’Unione europea, annunciata stanotte dal presidente Usa, Donald Trump. Una nota asciutta ma decisa mette in guardia dai rischi che corrono gli stessi statunitensi: «Imporre dazi su un prodotto come il nostro aumenta solo il prezzo per i consumatori americani, senza proteggere realmente i produttori locali».

I dazi sul Parmigiano Reggiano passano quindi dal 15 per cento attuale al 35 per cento, un aumento che non esclude contraccolpi, tenendo conto che per il prodotto gli Stati Uniti sono il primo mercato estero e che rappresenta oggi il 22,5% della quota export totale. «Di certo la notizia non ci rende felici – rassicura il presidente del Consizio Nicola Bertinelli – ma il Parmigiano Reggiano è un prodotto premium e l’aumento del prezzo non porta automaticamente a una riduzione dei consumi. Lavoreremo per cercare con la via negoziale di fare capire per quale motivo non ha senso applicare dazi a un prodotto come il nostro che non è in reale concorrenza con i parmesan americani».

Il Parmigiano Reggiano copre circa il 7 per cento del mercato dei formaggi duri a stelle e strisce e viene venduto a un prezzo più che doppio rispetto a quello dei parmesan locali. «Noi non siamo affatto in concorrenza coi formaggi locali: si tratta di prodotti diversi che hanno posizionamento, standard di produzione, qualità e costi differenti: è pertanto assurdo colpire un prodotto di nicchia come il Parmigiano Reggiano per proteggere l’economia americana», aggiunge Bertinelli.

Nel 2019, quando Trump ha introdotto tariffe aggiuntive pari al 25 per cento, il Parmigiano Reggiano è stato il prodotto più colpito con un incremento del prezzo a scaffale dai 40 ai 45 dollari al chilo. Ora si ipotizza che possa arrivare addirittura a 55 dollari al chilo considerando l’aumento dell’inflazione. «Fortunatamente i dazi sono poi stati sospesi il 6 marzo del 2021 e non ci hanno creato problemi in termini di vendite. Gli americani hanno continuato a sceglierci anche quando il prezzo è aumentato». Imporre dazi su un prodotto così «aumenta solo il prezzo per i consumatori americani, senza proteggere realmente i produttori locali. È una scelta che danneggia tutti. Oggi, il vero nemico dei produttori di latte non sono le loro controparti estere, ma i prodotti che vengono chiamati ‘latte’ o ‘formaggio’ pur non avendo alcuno legame con terra e animali, come i cibi a fermentazione cellulare».

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