Meal kit d’autore da completare nella cucina di casa. Siamo tornati indietro di qualche mese? Probabilmente non ne siamo mai (ancora) usciti, come dimostra lo scoraggiante ripetersi di certe dinamiche epidemiologiche che sta portando nuovamente chi gestisce un’attività di ristorazione a confrontarsi con la necessità di proporre alla propria clientela soluzioni alternative alla classica cena al ristorante. Negli Stati Uniti, poi, l’emergenza non è mai davvero cessata. Basti pensare che una città come New York – probabilmente la più cauta nel confrontarsi con un graduale ritorno alla normalità tra tutte le metropoli americane – il ritorno al servizio indoor è stato autorizzato solo poche settimane fa.
Il ristorante più prestigioso e celebre della città, l’Eleven Madison Park di Daniel Humm, ha vissuto questi ultimi mesi con un approccio emblematico della crisi che stiamo vivendo: costretto a fermarsi per il lungo lockdown, nei mesi più caldi dell’emergenza sanitaria il cuoco svizzero ha trasformato la sua cucina stellata in una cucina da campo per produrre a ciclo continuo pasti corroboranti e gratuiti da distribuire ad associazioni assistenziali e personale sanitario. E dunque sotto il profilo commerciale l’attività del ristorante si è bloccata del tutto: concentrando le energie della brigata ridotta ai minimi termini nel lavoro di beneficenza, l’Eleven Madison Park non ha partecipato al colpo di fulmine per il food delivery che ha stimolato molte cucine d’autore a inventare formule e menu ad hoc per la consegna a domicilio (è successo diffusamente anche in Italia, ne abbiamo parlato a più riprese, premiando i migliori). Ora, nell’elegante spazio affacciato su Madison Square Garden, il servizio non è ancora ripreso regolarmente, “perché la pandemia continua a infierire, e la salute del nostro staff e dei nostri ospiti è di primaria importanza”. Ma, e questa è la novità degli ultimissimi giorni, a partire dal 22 ottobre scorso, la cucina di Daniel Humm arriva a domicilio, o meglio, si può ritirare da asporto.
foto di Evan Sung per il New York Times
Il pacchetto Roast Chicken Dinner mette al centro un piatto cult dello chef, com’è da qualche anno a questa parte il suo pollo arrosto, farcito con brioche, foie gras e tartufo, che nella sua variante “to go” arriva nelle cucine casalinghe pronto da cuocere, corredato di tutte le istruzioni per l’uso. In abbinamento, il kit comprende zucca al forno, patate gratinate con parmigiano e gruyere, insalata di erbe amare, torta di mele per chiudere in dolcezza e granola per la colazione del giorno dopo. Pensato per essere condiviso da due commensali (fino a un massimo di quattro), il kit si può preordinare online, al costo di 275 dollari. Un prezzo decisamente elevato, che tiene conto della qualità della materia prima e del prestigio della cucina di provenienza, garante di un’esperienza che permette a chiunque di gustare “un pasto stellato nel comfort di casa”. Forse comunque poco per giustificare una spesa di tale portata, che invece si accetta più di buon grado sapendo che per ogni kit ordinato l’Eleven Madison Park donerà dieci pasti al circuito Rethink, con cui Humm ha avviato una collaborazione solida durante il lockdown. E volendo l’esperienza si può completare acquistando una bottiglia di vino dalla cantina dell’EMP, o un cocktail to go realizzato sul momento presso il bar del ristorante. A disposizione dei clienti, ben sei punti di ritiro, dal quartier generale di Manhattan a Brooklyn, fino agli Hamptons.
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