L’effetto déjà vu non è infondato. Anzi, considerando il protagonista della storia, la dinamica è diventata un cliché piuttosto prevedibile. Mentre a Palazzo Chigi si finisce di limare il nuovo Dpcm che orienterà le prossime settimane di rinnovata emergenza sanitaria, il governatore della Campania Vincenzo De Luca anticipa tutti ancora una volta, per prevenire un aumento dei contagi più significativo che nel resto d’Italia. E nella mattinata del 5 ottobre firma l’ordinanza numero 77 in materia di misure di prevenzione e contenimento del contagio da Covi-19. Nello specifico, il testo si concentra su uno dei provvedimenti più temuti dal settore della ristorazione, che nelle ultime ore si è visto nuovamente additato come capro espiatorio della ripresa dei contagi, con lo spauracchio di una chiusura anticipata delle attività, che nonostante la mossa di De Luca dovrebbe restare decisione isolata alla Campania.
“Non c’è nessuna intenzione da parte del Governo di chiudere ristoranti, bar e locali come si legge su alcune testate, né di anticiparne l’orario di chiusura introducendo di fatto un coprifuoco”, riferiscono fonti di Palazzo Chigi nel pomeriggio del 5 ottobre, dopo un confronto tra il Governo e le Regioni. Sembra insomma per il momento scongiurata la misura che molti si aspettavano e che faceva tremare le vene ai polsi di un intero settore. La situazione comunque resta molto fluida, anche in virtù di quanto sta succedendo nel resto dell’Europa dove, a partire dalla Francia, tutto sembra andare nella direzione di nuovi lockdown seppur non integrali. Ma torniamo alla Campania.
Con decorrenza immediata, e fino al 20 ottobre, dunque, in Campania “è fatto obbligo ai bar, gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari di chiusura dell’attività dalle ore 23 alle ore 6 del giorno successivo, nei giorni da domenica a giovedì; dalle ore 24 alle ore 6 del giorno successivo, nei giorni di venerdì e sabato. Fanno eccezione gli esercizi presenti all’interno di strutture di vendita all’ingrosso che osservano orari notturni di esercizio”, si legge al primo punto dell’ordinanza. Che continua: “Ai ristoranti, pizzerie ed altri esercizi della ristorazione (pub, vinerie, kebab e similari), è fatto obbligo di prevedere l’ultimo ingresso dei clienti nonché degli avventori per asporto alle ore 23, per l’intera settimana. Le consegne a domicilio sono consentite senza limiti di orario”. Dunque, con effetto immediato, in tutta la Campania, bar, gelaterie e simili dovranno chiudere al pubblico entro le 23, fatta eccezione per le serate del weekend, il venerdì e sabato, quando sarà consentito prolungare l’orario fino la mezzanotte. Mentre per ristoranti, pizzerie e simili la tolleranza è più ampia, fermo restando che sempre alle 23 le attività dovranno accogliere gli ultimi clienti. E anche il servizio d’asporto subirà limitazioni, praticabile entro e non oltre le 23, per l’intera settimana.
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