Dopo Balocco, anche i legali di Chiara Ferragni hanno deciso di impugnare il provvedimento dell’Agcom per il pandoro “Pink Chirstmas”. Come anticipato dal Messaggero, gli avvocati hanno depositato nelle scorse ore un ricorso presso il Tar del Lazio contro la multa inflitta dall’Antitrust per la controversa campagna di beneficenza associata ai pandori. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato aveva multato l’influencer per oltre un milione di euro (con due sanzioni, rispettivamente di 675mila e 400mila euro), mentre l’azienda dolciaria per 420 mila euro.
Nel documento presentato al Tar, Ferragni contesta le due multe arrivate alle due società Tbs Crew e Fenice Srl. I legali definiscono la misura «del tutto sproporzionata rispetto alla gravità e alla durata della condotta».
Per quanto riguarda la beneficenza, e in particolare la donazione di 50mila euro da parte della Balocco all’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, i legali sottolineano che «in nessun caso è stato rappresentato che l’acquirente avrebbe partecipato alla donazione con il suo acquisto e che la differenza di prezzo tra l’edizione limitata del pandoro “Pink Christmas” e il pandoro tradizionale Balocco sarebbe stata destinata a tale iniziativa benefica».
La difesa dell’influencer sostiene, inoltre, che la donazione spettasse all’azienda Balocco, come previsto dal contratto: «Il suo importo è stato anche consistente, 50mila euro a fronte di ricavi che si stimano pari ad euro 234mila, ossia il 25% del ricavato». Ma più in generale – scrivono i legale – le vendite dei pandori Balocco “non hanno raggiunto i risultati sperati» e «nel complesso, al termine della commercializzazione, le vendite non hanno riportato un esito soddisfacente. Balocco ha comunicato a Fenice che solo 286.422 prodotti hanno raggiunto il consumatore finale, rispetto a 356.782 prodotti distribuiti ai rivenditori». La donazione all’Osperale, avvenuta a maggio del 2022, sarebbe poi stata anticipata perché «c’era la volontà di garantire il prima possibile all’Ospedale le risorse per avviare le procedure pubblicistiche di acquisto del macchinario».
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