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Bufera su Bud Light dopo le accuse dell’influencer transgender: “Il CEO si deve dimettere”

Bud Light sembra sprofondata in un buco nero dopo il boicottaggio degli estremisti causato dalla pubblicità dell’influencer Dylan Mulvaney, che accusa l’azienda di averla abbandonata agli hater

  • 04 Luglio, 2023

Dylan Mulvaney, l’influencer transgender al centro del caso che ha portato Bud Light a una crisi profonda, ha accusato l’azienda di averla abbandonata alla mercé degli hater durante la campagna di boicottaggio scatenata dalla sua pubblicità. Da quel momento la Bud Light è stata protagonista di un caso mediatico e ha perso una enorme percentuale dei suoi introiti sul mercato. Oltre alle accuse dell’influencer, il CEO Brendan Withworth deve difendersi anche dagli attacchi della società madre, la Anheuser-Busch, e da alcuni ex esponenti di livello della compagnia che hanno pubblicamente chiesto le sue dimissioni.

Le accuse di Dylan Mulvaney a Bud Light

L’influencer transgender ha parlato per la prima volta della controversia in un post su Instagram, affermando di essere stata vittima di bullismo e che la casa produttrice di birra non ha mostrato alcun tipo di supporto nei suoi confronti. Da aprile, quando l’influencer ha sponsorizzato alcune lattine di Bud Light in un video su Instagram, Mulvaney ha dovuto affrontare stalking e attacchi personali, come ha raccontato sui social.

“Da quel video sono emersi bullismo e transfobia in una maniera che non avrei mai potuto immaginare. Sono stata seguita e ho provato una solitudine che non auguro a nessuno. Stavo aspettando che il marchio mi contattasse, ma non l’hanno mai fatto – ha detto Mulvaney – per un’azienda assumere una persona trans e poi non sostenerla pubblicamente è peggio, a mio parere, che non assumerla affatto”. L’influencer ha parlato del suo timore di lasciare casa per possibili ritorsioni violente da parte di estremisti, e che il mancato appoggio dell’azienda ha peggiorato la situazione.

I problemi di Bud Light e del CEO Whitworth

A peggiorare una situazione già precaria è arrivato l’ex presidente della sezione vendite e distribuzione di Anheuser-Busch, Anson Frericks, che ha riservato pessime parole per l’attuale CEO di Bud Light, Brendan Whitworth: “Bud Light a provato a essere un prodotto per tutti e ora si ritrova a essere un prodotto per nessuno – ha scritto Frericks sulle colonne del Daily Mail – Whitworth dovrebbe andarsene prima di fare ulteriori danni a un brand che ha già perso miliardi di dollari sul mercato”.

Parte delle accuse di Frericks sono state proprio sulla pessima gestione del caso Mulvaney: “Whitworth ha dimostrato chiaramente di non essere in grado di risolvere la crisi Mulvaney e nonostante abbia avuto diverse occasioni per cambiare la sua gestione ha fallito – ha scritto Frericks prima di concludere il suo editoriale parlando delle accuse dell’influencer – Mulvaney ha fatto quello che avrebbe dovuto fare Whitworht con un minimo di saggezza qualche settimana fa, ovvero tagliare tutti i legami”.

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