Un rapporto del braccio europeo del Good Food Institute, think tank che promuove alternative vegetali e di coltura cellulare ai prodotti animali, ha messo in luce il dato relativo alle pubblicazioni di brevetti da parte di innovatori europei nel campo delle proteine ??alternative che sono aumentate del 960% nell’ultimo decennio.
L’interesse nei confronti della ricerca e dello sviluppo di alternative proteiche a carne e latticini, negli ultimi 10 anni, è stato massiccio e se si analizzano i numeri dell’ultimo anno con quelli del 2015 il colpo d’occhio è impressionante: nello specifico le aziende e gli enti di ricerca pubblici nel 2024 hanno pubblicato 1.191 brevetti relativi allo sviluppo di alimenti di origine vegetale, carne coltivata e fermentazione, rispetto ai soli 124 del 2015. A oggi il numero totale di brevetti pubblicati dalle organizzazioni europee supera ormai i 5.000 con una crescita media annuale del 32%.
Il rapporto rileva però un quadro disomogeneo nell’area europea, con innovatori provenienti da soli cinque paesi (Svizzera, Paesi Bassi, Germania, Francia e Regno Unito) citati nel 72% di tutte le “famiglie” di brevetti, ovvero gruppi di documenti correlati alla stessa invenzione. Tra i paesi spicca senza dubbi la Svizzera che è emersa come leader indiscusso in quanto dal 2015, aziende e organizzazioni elvetiche hanno pubblicato 1.232 brevetti appartenenti a 265 famiglie di brevetti. A seguire c’è la Germania che detiene il numero più elevato di “cessionari” individuali, 82, ovvero l’organizzazione o l’individuo che detiene i diritti del brevetto.
Lo studio mette in luce come l’innovazione è dominata dalla ricerca sugli alimenti di origine vegetale, con quasi 4.000 brevetti pubblicati dal 2015, che rappresentano il 74% del totale e riflettono la maggiore maturità della ricerca sui prodotti vegetali. Tuttavia, aspetti importanti come la selezione di colture proteiche migliori per fornire le materie prime per prodotti di origine vegetale restano ampiamente trascurati. A essere “trascurati” sono anche i brevetti relativi alla carne coltivata e alla fermentazione di precisione, evidenziando la necessità di più ricerca per stimolare l’innovazione, in particolare in settori come lo sviluppo di migliori terreni di coltura per consentire alle cellule animali di crescere e la ricerca di ceppi microbici più efficienti come base per alimenti ottenuti tramite fermentazione. Per quanto riguarda la ricerca sulla carne coltivata va detto che in paesi come l’Italia soffre anche per la presenza di una normativa controversa come quella approvata dal governo nel novembre 2023.
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