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Vince un prestigioso premio poco prima di ritirarsi dalle scene. Ecco chi è il nuovo birraio dell'anno

La sedicesima edizione di uno dei concorsi birrari più prestigiosi del nostro Paese si è conclusa. A trionfare, un grande birraio che ottiene il premio poco prima di abbandonare la scena brassicola

  • 20 Gennaio, 2025

È Emanuele Longo del Birrificio Lariano ad aggiudicarsi l’ambito premio di Birraio dell’Anno 2024. La sedicesima edizione del concorso indetto dal network Fermento Birra, tra le voci più autorevoli in Italia quando si parla di birra artigianale, vede trionfare il mastro birraio di questa ormai storica realtà produttiva lombarda, che si piazza sul gradino più alto del podio seguito da Marco Valeriani di Alder (al secondo posto anche lo scorso anno) e da Giorgio Masio del birrificio savonese Altavia.

Il premio

Birraio dell’Anno, anche quest’anno ospitato nella Tuscany Hall, a Firenze, all’interno di una frequentatissima kermesse di due giorni (18-19 gennaio), è un concorso sui generis. Infatti a concorrere non sono le birre, ma viene messo sotto la lente d’ingrandimento il lavoro complessivo svolto dai birrai durante l’intero anno. Stilare la classifica dei birrifici e indicare il vincitore spetta a una giuria di esperti (giornalisti, publican, degustatori, operatori di settore), che uniscono alle doti di degustazione, anche un’approfondita conoscenza del panorama brassicolo italiano e delle sue dinamiche su tutto il territorio nazionale; per vincere quindi non basta la qualità delle creazioni ma è necessario anche dimostrare costanza nella produzione e negli aspetti tecnici.

Una storia di successi che sta per concludersi

Tutte caratteristiche che di certo non mancano a Emanuele Longo. Dopo un passato da homebrewer, insieme al socio Fulvio Nessi, decide di aprire il Birrificio Lariano nel 2008. Fin da subito si fanno notare le sue creazioni, sempre tecnicamente impeccabili, frutto di un lavoro certosino e attento a ogni dettaglio. Sulla scorta della Tipo-Pils di Agostino Arioli del Birrificio Italiano, crea una delle birre che lasceranno il segno nel panorama birrario nazionale, La Grigna, uno dei capisaldi dello stile Italian Pils, che proprio Emanuele ha contribuito a diffondere con successo. Ma Emanuele negli anni ha dimostrato grande perizia, non solo sulle basse fermentazioni (va citata anche la Serial Keller), ma anche su stili anglosassoni e americani: la Ciube (Double Ipa), la Madiba (Porter), la Statale 52 (Apa). Il premio arriva in un momento molto particolare della vita di Emanuele: il birraio infatti, qualche mese fa, ha annunciato di ritirarsi dalla scena brassicola dopo più di 15 anni passati tra tini di fermentazione, malti e luppoli. Non possiamo che unirci ai complimenti per un premio che è solo l’ultimo alloro di una solida carriera.

Il Birraio Emergente

Per quanto riguarda il Birraio Emergente, l’altro premio della manifestazione, quello che va ai birrai partiti con i loro progetti da non più di tre anni, a festeggiare è Filip Lozinski alla guida del birrificio friulano Wild Raccoon, da ormai qualche tempo un nome da tenere d’occhio nel panorama della birra artigianale italiana e che con questo riconoscimento muove un passo importante sui palcoscenici che contano.

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La più autorevole guida del settore dell’enologia italiana giunge quest’anno alla sua 37sima edizione. Vini d’Italia è il risultato del lavoro di uno straordinario gruppo di degustatori, oltre sessanta, che hanno percorso il Paese in lungo e in largo per selezionare solo i migliori: oltre 25.000 vini recensiti prodotti da 2647 cantine. Indirizzi e contatti, ma anche dimensioni aziendali (ettari vitati e bottiglie prodotte), tipo di viticoltura (convenzionale, biologica, e biodinamica o naturale), informazioni per visitare e acquistare direttamente in azienda, sono solo alcune delle indicazioni che s’intrecciano con le storie dei territori, dei vini, degli stili e dei vignaioli. Ogni etichetta è corredata dall’indicazione del prezzo medio in enoteca, delle fasce di prezzo, e da un giudizio qualitativo che si basa sull’ormai famoso sistema iconografico del Gambero Rosso: da uno fino agli ambiti Tre Bicchieri, simbolo di eccellenza della produzione enologica. che quest’anno sono 498.

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