“Sono una persona curiosa, sempre pronto a gettarmi in ogni avventura che mi porti ad uscire dalla mia routine” è la premessa di Michele Guarino. Vignaiolo alla Tenuta Lenzini di Gragnano, sulle colline lucchesi, con la moglie Benedetta Tronci da quasi vent’anni porta avanti un progetto agricolo e culturale, che ha sposato la conduzione biodinamica della vigna, una vinificazione per sottrazione e aperto le porte della proprietà, uno splendido anfiteatro naturale, a progetti artistici come il festival “Stanno tutti bene!” (nell’estate del 2021 qui in un palco tra i filari ha suonato anche Daniele Silvestri).
L’ultima avventura si chiama “Beer Side”, una birra, precisamente una IGA (Italian Grape Ale), frutto di un progetto sviluppato insieme al birrificio artigianale Toptà, il cui stabilimento si trova a meno di dieci chilometri dalla cantina. “Il progetto è nato a tavola, all’Osteria di Lammari, che è frequentato anche da tanti operatori. Un giorno per caso in sale eravamo seduti solo io e Nicola, Dino (l’oste, ndr) mi ha detto che era uno dei soci di Toptà, che è la birra che bevo lì alla spina, ci siamo messi a chiacchierare e gli ho chiesto se si potesse fare una birra col vino. Lui mi ha parlato di IGA. Era aprile, quando a settembre è stato tempo di vendemmia l’ho richiamato e gli ho detto che noi due avevamo un progetto in ballo. È stato tutto molto naturale”.
Nicola è Nicola Pellicciotti, con l’amico Luca Baldaccini nel 2016 ha avviato il suo birrificio: “Lavoriamo in uno dei paesi del vino (la Doc Montecarlo è del 1969, ndr) e per noi fare una IGA – racconta – significa poterci legare intimamente al territorio. In più, l’Italian Grape Ale è l’unico stile birraio italiano riconosciuto al mondo, quello che bevo più volentieri e uno stile con cui avevamo voglia di confrontarci”.
Il mosto che Michele ha consegnato è quello di uve Merlot: ne ricava il vino rosso iconico della Tenuta Lenzini, che si chiama “Casa e Chiesa”, perché le vigne stanno tra la casa colonica della proprietà e la chiesa del paese di Gragano, ma anche un vermouth (“Vermoon”) e un vino rosato moderno, figlio di una vendemmia in bianco di uve mature, che è appunto il “b Side”, il lato b del Casa e Chiesa. Anche la nuova etichetta vuole richiamare questo legame ed esprime il “lato brassicolo” del Merlot, mettendo in scena una birra che all’assaggio lascia spiazzati, perché non ci si aspetta un sentore di vino accompagnato a quello di panificato che porta la birra.
Dopo un affinamento durato oltre sei mesi, durante i quali la birra ha visto una seconda fermentazione, senza l’aggiunta di lieviti, “Beerside” è stata presentata da Michele Guarino a fine maggio, a Milano, all’Osteria alla Concorrenza. È una birra gastronomica, per cui l’unico formato disponibile è quello da 0,75, quello di una bottiglia di vino. Come per il vino, Tenuta Lenzini e Toptà hanno scelto un tappo di sughero, che è l’unico tra tutte le etichette del birrificio, anche se nel brewpub aperto da Toptà nel centro storico di Montecarlo è possibile berla anche spillata dal fusto. “D’estate quando arrivo all’Osteria di Lammari, dopo una mattinata di lavoro, ‘stacco’ bevendo una birra piccola alla spina Toptà: l’incontro con Nicola e Luca fa parte della magia di questo posto, dove nella bella stagione è possibile sedersi all’aperto tutti intorno a un grande tavolo e quando arrivi – conclude Guarino – sai sempre che incontrerai qualcuno con cui parlare”. O costruire progetti.
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