Nel panorama di un’editoria gastronomica in cerca di nuove strategie per trovare la propria nicchia di mercato – e, ancor prima, per sopravvivere – dalla Spagna arriva l’idea dell’editore catalano Som, già in edicola con la rivista “generalista” Cuina. Ben diversa è la sfida di Apart, pubblicazione annuale e monografica, che esordisce in questi giorni con l’edizione 2020 dedicata al tema del viaggio, alla scoperta di sei cucine che ispireranno il futuro del settore gastronomico. A sostenerlo è Ferran Adrià, coinvolto in qualità di direttore editoriale per il primo numero di Apart. Ed è proprio questa la particolarità – non la sola – del nuovo magazine: ogni numero sarà curato da un cuoco celebre o da una personalità del settore. A cominciare dal nume tutelare della cucina spagnola d’avanguardia. La rivista, però, ha altre carte da giocare per fare presa sugli appassionati di storie gastronomiche.
In primis, il livello di approfondimento dei 6 reportage che raccontano, in 240 pagine totali, altrettanti viaggi alla scoperta di cucine e cuochi da seguire: la Danimarca di René Redzepi, il Giappone di Yoshihiro Narisawa, il Marocco di Najat Kaanache, chef di Nur, meno nota ai più, ma ritenuta la quarta donna più influente del continente africano. E poi l’Argentina, il Brasile, la Grecia. Esplorate a fondo dalla redazione di Apart, “che ha trascorso gli ultimi due anni (e 64mila chilometri in viaggio) a ricercare luoghi, tradizioni, persone che stanno contribuendo a cambiare la cucina del mondo”, spiega Adrià. L’obiettivo, quindi, è quello di raccontare ognuna delle mete di questo viaggio gastronomico intorno al mondo ben oltre la superficie dei ristoranti più blasonati o delle figure più conosciute. Restituendo invece una fotografia corale delle diverse realtà, con testi (in tre lingue: catalano, spagnolo, inglese), fotografie e infografiche.
E mettendo in campo uno strumento in più, quello della realtà virtuale, che amplia l’esperienza oltre le pagine, proponendo l’acquisto di occhiali 3d che proiettano il “lettore” nel bel mezzo delle storie raccontate dalla rivista. Come? Utilizzando il proprio telefono, inserito all’interno degli occhiali speciali, come schermo di proiezione per i video realizzati durante i viaggi esplorativi della redazione.
Per avere l’illusione di curiosare tra i banchi del Ver-O-Peso di Belem, alle porte dell’Amazzonia, o partecipare al rituale della brace all’aperto nella Pampa argentina. Un’idea sostenuta con forza da Ferran Adrià, in cerca di “nuovi linguaggi e nuove forme per coinvolgere un pubblico nuovo, e consolidare il seguito di chi è già interessato alla materia”. Non certo una novità per lo chef catalano che ha sempre perseguito nuove soluzioni comunicative in cucina, anche se in questo caso lo sforzo è applicato all’ambito editoriale, che del resto da tempo interessa buona parte del lavoro divulgativo di Adrià (vedi la monumentale enciclopedia gastronomico del progetto elBulli). Il prezzo del primo numero (occhiali inclusi) è di 9.95 euro (più il costo di spedizione in Europa di 15 euro).
a cura di Livia Montagnoli
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