Durante il primo lockdown molti cuochi blasonati e ristoranti conosciuti in tutto il mondo si sono dimostrati restii a sfruttare l’opportunità del cibo a domicilio. Questo soprattutto per la difficoltà di imbastire da un giorno all’altro una proposta che rendesse giustizia alla cucina di molti di loro, fatta di lunghe preparazioni, equilibri delicati, impiattamenti e temperature di servizio che sono parte integrante di un lavoro di elaborazione del piatto che parte dalla ricerca della materia prima e si conclude solo al tavolo. Numerosi sono dunque gli chef che ancora ritengono inconciliabili approccio e modalità dell’uno e dall’altro mondo (per non parlare della difficoltà di centrare un prezzo equo, ma appetibile per chi ordina da casa). Ma il perdurare delle restrizioni, insieme ai mesi trascorsi a lavorare su proposte di menu soddisfacenti che non tradissero l’intenzione originale della cucina pur adattandosi al delivery, hanno portato – nell’autunno della seconda ondata – molte novità nel mondo del food delivery d’autore. Così, agli audaci della prima ora (dai Cerea ad Anthony Genovese e Eugenio Boer, a David Munoz e Grant Achatz), si sono aggiunti nomi altrettanto noti, da Daniel Humm ai numerosissimi chef italiani capaci di offrire proposte divertenti e ben congegnate, focalizzate su originalità e semplicità del prodotto.
In questo movimento fluido e destinato a impazzare ancora per qualche mese almeno, si colloca anche la proposta dell’Hiša Franko di Ana Ros, il ristorante di Caporetto, poco oltre il confine italiano con la Slovenia, chiuso per lockdown – come tutte le attività non essenziali del Paese – fino ai primi giorni di dicembre. Il 4 dicembre, se la situazione sanitaria lo permetterà, Ana Ros riaprirà le porte del ristorante, insignito di recente con le due stelle Michelin. In attesa di ripartire, però, la chef e suo marito Valter Kramar, compagno nella vita e sul lavoro, hanno deciso di “aprire” la dispensa di casa alle richieste dei clienti curiosi di ricevere a casa i prodotti normalmente utilizzati al ristorante. Un assaggio di Slovenia filtrato dall’attenzione maniacale per la materia prima che si respira a Hiša Franko, e spedito in tutta Europa due volte alla settimana.
La dispensa mette a disposizione miele di produttori locali, marmellata homemade, tè alle erbe raccolte nei prati intorno a Caporetto, chutney di cipolle o di rose, pomodori secchi sott’olio, kimchi, dulce de leche prodotto col latte d’alpeggio. E una selezione di vini naturali della cantina. Ma, soprattutto, i formaggi affinati da Valter Kramar, che da anni approfondisce la vocazione casearia della Valle dell’Isonzo stagionando fino a 5 anni di invecchiamento il formaggio più tipico della zona, il Tolminc. Ma Valter sperimenta anche con le fermentazioni della ricotta, e col formaggio di fossa importato dall’Emilia Romagna per continuare l’affinamento nella cantina di Hiša Franko. Per comporre il proprio box preferito si può consultare il listino prezzi della dispensa online, o approfittare dei pacchetti già composti (da 75 o 115 euro), che includono anche una copia del libro Sun and Rain di Ana Ros. Una buona idea per anticipare i regali di Natale?
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