Sebbene in molti la definiscano povera, trae invece forza dalla sua semplicità e stagionalità. Scopriamo la cucina greca e i piatti tipici da provare.
Che siate in una trattoria o in un ristorante chic, in Grecia troverete sapori decisi, complici le spezie, felice eredità dell’occupazione da parte dell’Impero Ottomano. Ma quella ottomana non è l’unica eredità, le origini di molti piatti della cucina greca risalgono infatti al periodo dell’antica Grecia, a quello ellenistico o al bizantino. Basti pensare alla scuola di Ippocrate che si fonda sulla convinzione che bisogna tentare di combattere la malattia attraverso le qualità intrinseche degli alimenti. Tra l’altro il medico greco, nella sua opera il “Regime”, ci dà modo di comprendere l’alimentazione basilare degli antichi greci, dove il formaggio occupa un posto di primissimo piano, sia consumato allo stato naturale che sotto forma di dolce mescolato insieme al miele (quest’ultimo lo troviamo anche in moltissime ricette di pasticceria).
Il pasto greco solitamente si apre con una serie di antipasti detti mezédes, che possono essere una serie di sottaceti, sottoli e olive nere, oppure dei piatti veri e propri. I più noti sono i dolmades, involtini di riso o carne tritata avvolti in foglie di vite.
È la famosa insalata greca, preparata con pomodori tagliati a fette grosse, cetrioli, peperoni gialli o verdi, cipolla rossa, olive nere, origano e feta, ovvero il tipico formaggio di pecora a pasta semidura, bianchissimo e piuttosto salato per via della maturazione in salamoia, per un periodo che varia dai due ai tre mesi. Dal 2002 ha anche ottenuto la denominazione di prodotto Dop.
La celebre feta greca gioca un ruolo fondamentale anche nella tiropita, una specie di torta salata dove il ripieno, costituito da feta e uova (se ci sono anche gli spinaci, si tratta della spanakopita), viene avvolto in una sfoglia di pasta fillo.
Il nome deriva dalla padella con due manici laterali nella quale viene cotto, che si chiama appunto saganaki. Si tratta molto semplicemente di formaggio (tipo groviera) fritto.
È il classico pane da accompagnamento, tipico dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo. La pietanza più famosa che lo vede protagonista è il Gyros, un piatto molto amato simile al kebab, ma che viene preparato con carne di maiale.
Immancabile street food greco, dove la carne, aromatizzata con spezie, viene cotta su un grande spiedo verticale e tagliata a fettine sottili. Dopodiché viene messa all’interno della pita, solitamente con pomodoro, cipolla, insalata, patatine e tzatziki.
Antipasto greco e albanese che spesso viene servito con crostini al sesamo ammorbiditi con acqua e olio extravergine d’oliva, ma si presta bene anche come salsa da mangiare con la pita o con i souvlaki. L’importante è utilizzare lo yogurt greco, che essendo privo della parte acquosa (il siero) risulta più denso e cremoso rispetto a quello normale. La ricetta prevede anche cetrioli, sale, aglio e olio di oliva.
Anche il souvlaki è un popolare street food greco. Si tratta di un gustoso spiedino fatto con carne di maiale, agnello o pollo, precedentemente marinata in olio, limone e spezie, e successivamente cotta sul barbecue. Anche se letteralmente significa “spiedo”, il termine souvlaki può riferirsi anche alla carne servita sul piatto o all’interno della pita. Nel primo caso siamo di fronte al souvlaki merida, mentre nel secondo si tratta del pita souvlaki.
Si tratta di un pasticcio a base di melanzane, patate e carne tritata in diversi strati, cotto in forno e arricchito con una spessa copertura di besciamella.
Dolcetti a forma di rombo tipici di tutti i paesi balcanici a base di pasta fillo, frutta secca (noci e pistacchi) e spezie, disposti su più strati e poi ricoperti con uno sciroppo di succo d’arancia o limone, miele, acqua e zucchero. Dei baklava vi abbiamo parlato ampiamente in occasione dell’articolo “Colazioni del mondo. Grecia: baklava, loukoumade, koulouri, yogurt”.
Distillato di mosto d’uva, prevalentemente passita, e aromatizzato con l’anice. In Grecia lo bevono allungato con acqua come aperitivo.
Vino che deve il suo nome alla particolarità di essere aromatizzato mediante l’aggiunta di resina di pino d’Aleppo al mosto. Il retsina veniva preparato già nell’antica Grecia.
a cura di Annalisa Zordan
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