Una volta le mamme allattavano fino a due anni e il problema dello svezzamento si risolveva quasi automaticamente. Sempre le mamme – o nonne, zie, tate – facevano le pappe: pollo cotto e frullato, merluzzo sminuzzato, mela grattugiata, passato di verdure “dolci”. Questo mondo non esiste quasi piu?. Dall’inizio degli anni ’60, con il boom economico sono cambiati ritmi, abitudini e consumi, le donne sono entrate nel mondo del lavoro ed e? esplosa l’industria degli omogeneizzati. Anche chi le prepara di solito in casa, in momenti di emergenza (mancanza di tempo, in vacanza, in viaggio…), ricorre ai vasetti in vendita nella gdo. E il mercato risponde con un’offerta dall’ago al missile: carni di quasi ogni tipo (anche di cavallo e tacchino), trota e salmone accanto a spigola e orata, frutta, verdure e legumi monoprodotto e in blend. Per la prima volta nella storia ultratrentennale del Gambero Rosso abbiamo fatto una degustazione comparativa di omogeneizzati, scegliendo tra 4 prodotti classici, dei passepartout: vitello, verdure miste, frutta mista, mela.
I campioni sono stati assaggiati da due panel: di adulti e di bambini dai 4 ai 10 anni. Analizziamo l’etichetta. Quasi tutti gli omogeneizzati hanno la certificazione biologica. Non contengono sale (infatti sono completamente insipidi) e nemmeno glutine e conservanti, tuttalpiu? acido ascorbico o vitamina C: la sicurezza dell’alimento e? garantita dalla sterilizzazione. Non e? aggiunto il saccarosio, ma spesso farina o amido di riso e di mais, che sono comunque carboidrati. Gli omogeneizzati di carne hanno tra il 30 e il 40% dell’ingrediente di origine animale, il resto e? costituito dai citati carboidrati. In quelli di frutta talvolta e? aggiunta acqua (e farina/amido di riso e di mais o farina di semi di carrube per addensare). Gli omogeneizzati sono ricchi di claim, di scritte promozionali sul packaging in cartoncino che unisce i due barattolini, ma – tranne in un paio di marchi – molto poveri di informazioni sulla provenienza delle materie prime (solo un vago “agricoltura UE/ non UE”), sul nome dell’azienda e il luogo di produzione (tuttalpiu? “prodotto in Ue”, “in Italia” o “in Germania”). Nei prodotti biologici ci viene incontro il codice dell’autorita? di controllo: spesso e? indicato DE-O?KO-001, che rimanda alla Germania, dove ci sono diversi produttori specializzati in baby food, uno su tutti Hipp, leader nel settore quantomeno in Europa. Qualita? organolettica: scarsa, soprattutto negli omogeneizzati di vitello. Non sono andati meglio quelli di verdure; risultati mediocri, soprattutto se realizzati con ortaggi verdi (gusto amaro e aromi “cupi”). Piu? gradevoli i prodotti di mela e di frutta mista grazie alla dolcezza (meno per l’acidita?, mai apprezzata dagli under 10). Riflessione: possibile che non ci sia un’azienda artigianale che produca omogeneizzati buoni e in modo trasparente, e che possibilmente sia italiana? Domanda: i nostri bambini non meritano di meglio?
E? la linea superiore – biologica e con carne di bovino certificato – di Mellin, brand presente in Italia da inizio ‘900, oggi di proprieta? della multinazionale francese Danone.
Gli ingredienti: acqua di cottura, carne di Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale Igp (30%) proveniente da Marche, Abruzzo ed Emilia Romagna, amido di mais, farina di riso (2%), olio di girasole, succo concentrato di limone. Riguardo ad azienda e luogo di lavorazione: “prodotto in UE” da “agricoltura UE/non UE”. Piu? che il migliore, e? l’omogeneizzato di vitello meno peggio, pero? raggiunge la sufficienza piena, e non e? stato disprezzato dagli under 10 (“sa di carne”). Come tutti i prodotti concorrenti, ricorda il vitello tonnato, con la nota di tonno in scatola unita a quella di carni bianche lessate. Ma qui tutto e? piu? intenso: colore, odore, gusto. Piu? pulito e onesto, e con una struttura piu? granulosa.
vetro 160 g (2x80g) prezzo 2,50/4,00 €
Milano – via Farini, 41 800737340 – mellin.it
E? la linea di alimenti biologici per l’infanzia di Sunval, azienda tedesca con oltre 60 anni di esperienza nel settore. Ha tre linee di produzione separate – frutta, verdura e prodotti a base di carne – per ottimizzare la lavorazione e ridurre al minimo gli intervalli di installazione e pulizia.
Tre gli ingredienti: acqua, carne di vitello (30%) e farina integrale di riso (11%). L’analisi organolettica porta il prodotto in classifica anche se la giuria dei bambini non l’ha apprezzato granche?. La struttura e? una crema densa e compatta tra il granuloso e il farinoso. L’odore e il profilo aromatico, come tutti gli omogeneizzati di vitello, richiamano vagamente la carne bianca e il tonno in scatola, e una sensazione di amido. Il sapore ha appena un accento dolce, ma e? piu? espressivo di altri omogeneizzati, con un finale umami. In vendita anche online.
vetro 160 g (2x80g) prezzo 1,89/2,15 €
Milano – viale Liguria, 22a 3429085466 – sunval.it
Storico produttore tedesco di cibi per bebe?, Hipp e? pioniere nell’alimentazione biologica dal 1956 e lavora anche per aziende terze. Distribuisce principalmente in Europa e in Asia e ha diverse filiali nel mondo, anche in Italia, ma la produzione avviene presso la casa madre a Pfaffenhofen, nel sud della Germania.
Ingredienti e informazioni in etichetta: acqua di cottura, amido di riso (8%) e carne di vitelli (30%) da fattorie biologiche “selezionate, nati perlopiu? nei pascoli e allattati naturalmente dalle loro madri almeno fino all’8° mese di vita”. Si presenta come una crema molto densa e compatta tendente al gelatinoso di colore rosa incarnato intenso. L’odore e gli aromi di carne di vitello sono piu? intensi, concentrati e puliti rispetto alla media dei prodotti concorrenti, unito al classico sentore di amido e al “ricordo” di tonno, ma molto tenue. Shop online sul sito hipp.de.
vetro 160 g (2x80g) prezzo 2,30/4,23 €
Lainate (MI) – via Ramazzotti, 12 – hipp.it
Al panel della degustazione hanno partecipato:
Lorenzo Deniz Bottoni
Paolo Bottoni, professore di Informatica, papa? di Lorenzo
Olivia Mensurati
Oreste Mensurati
Mara Nocilla, giornalista del Gambero Rosso
Anna Pellegrini
Lorenzo Pellegrini
Mauro Pellegrini, presidente UDB (Unione Degustatori Birre), papa? di Anna e Lorenzo
Marta Spagna
Chiara Buosi, grafica del Gambero Rosso, mamma di Marta
Le foto sono di Francesco Vignali
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