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I migliori ristoranti asiatici di Roma secondo il Gambero Rosso

Sono due le insegne premiate nella guida Roma e il Meglio del Lazio 2024 con i Tre Mappamondi, il massimo riconoscimento per i locali che propongono cucina internazionale

  • 13 Dicembre, 2023

Sappiamo quanto Roma e i romani siano legati alle proprie tradizioni e alla propria cucina, ma la Capitale da sempre, nella sua storia, accoglie e ingloba le tradizioni altrui, sia di altre parti d’Italia che del mondo. La proposta di cucina internazionale è ricca in città per numero di indirizzi e varietà di provenienze: molte novità soprattutto nel campo dello street food e del mangiare veloce riguardano tradizioni esotiche, da quelle sudamericane alle asiatiche. La ristorazione, però, non ha ancora raggiunto la maturità e le vette di qualità che si toccano in altre città europee (o, per fare un esempio più vicino, a Milano), con alcune eccezioni che segnaliamo prontamente con i “mappamondi”, il simbolo che nelle guide del Gambero Rosso distingue migliori locali internazionali, uno, due o tre mappamondi, a seconda del grado di eccellenza.

I migliori ristoranti asiatici di Roma

I locali premiati con i Tre Mappamondi in “Roma e il Meglio del Lazio 2024” sono due: una conferma, Dao Restaurant, l’insegna di cucina cinese di Jianguo Shu, e un nuovo ingresso in questa guida, Kohaku, il bellissimo ristorante giapponese di Sabrina Bai.


Dao Restaurant

La storia di Jianguo Shu è meritevole di un romanzo. Arriva nel 1992 in Italia da clandestino dopo un lungo viaggio tra Russia ed ex Jugoslavia. Dopo varie vicissitudini che lo portano a Roma, nel 2012, spinto dalla mancanza di un ristorante cinese di alto profilo nella Capitale, apre Dao, nel quartiere Montesacro. Il focus è sulla cultura culinaria millenaria del Paese, con ambiente minimal, servizio curato e ricette regionali ancora molto poco conosciute al pubblico capitolino,  come il Suino alla Dong Po, tenerissimo e goloso, servito con pancetta e broccoli, o l’anatra arrosto con salsa di prugna. Il successo arriva in poco tempo, il locale si rinnova, con tanto di Dim Sum Bar nel 2019; da gennaio 2023 a piazza Bologna apre il Dao Chinese Bistrot.

Varia la scelta in menu: buono il mix di ravioli di carne (maiale di cinta senese su tutti), per chi ama il piccante da provare il Duo Jiao, un branzino cotto al vapore con porri, zenzero e salsa piccante del Sichuan. Restando nella stessa regione, spiccano le melanzane piccanti nei contorni. Accurata la selezione di tè in accompagnamento, con descrizioni e suggerimenti di abbinamento al tavolo. Di livello anche l’offerta flessibile del Dim Sum Bar, dall’aperitivo al dopocena, con una proposta variegata da mixare tra un cocktail d’ispirazione orientale o un oolong. Nota di merito per il servizio attento e professionale.

Dao Restaurant – v.le Jonio, 328 – Roma – daorestaurant.it

Kohaku

Poco lontano via Veneto, veleggia sicuro ormai questo locale che, aperto a fine 2022, si attesta prepotentemente come un riferimento in città per gli amanti della vera cucina nipponica. La proposta rigorosa e di gran livello qualitativo è curata al cesello in ogni suo aspetto, dalle bellissime ceramiche artigiane alla playlist, creata ad hoc dal sound designer Yiming Zhou. Si viene accolti in un ambiente dall’eleganza sussurrata, colori pastello e servizio preciso, a cura di un team di sala femminile coordinato da Sabrina Bai, deliziosa patronne (già conosciuta in città per l’altra sua insegna, Shiroya).

Protagonista in tavola la cucina giapponese nella nobile forma kaiseki, disponibile solo a cena, una degustazione tradizionale di più portate, che in origine si accompagnava alla cerimonia del tè. Da godere in sala, in un formidabile menu – il Kohaku Kaiseki, 120 euro – di piatti caldi e freddi, a base di pesce, carne e verdure di stagione, o, per gli appassionati del sushi, da sperimentare al banco, con il menu Kohaku Sushi Kaiseki, a 180 euro: ci si accomoda di fronte a chef Kazuaki Kawane per lasciarsi guidare in un percorso immersivo e intimo di tagli, consistenze, temperature e armonie. Materie prime locali sopraffine, riso biologico giapponese della prefettura di Nigata, tecnica da maestro. Si può ordinare anche alla carta oppure, a pranzo, scegliere tra vari lunch set. L’abbinamento con tè o sake – dei quali la Bai è profonda conoscitrice – è quello più consigliato; non manca una valida proposta enologica.

Kohaku – via Marche, 66 – Roma – kohakurome.com

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