Dopo due anni di pausa dovuti alla pandemia, dal 2 al 4 aprile si è tenuta presso il Picciolo Etna Golf Resort di Castiglione di Sicilia la XIII edizione di Contrade dell’Etna, il tradizionale evento dedicato ai vini del territorio. L’edizione di quest’anno ha visto la partecipazione di 90 cantine e si è aperta con una giornata di approfondimento sull’Etna, con un intervento tenuto dal professor Attilio Scienza e quattro masterclass dedicate ai vini bianchi, rosé e rossi condotte da Federico Latteri, curatore della Guida dei Vini dell’Etna. Le due giornate riservate alla presentazione delle nuove annate en primeur a giornalisti, operatori di settore e a un pubblico di appassionati, hanno registrato il tutto esaurito, con la partecipazione di oltre settemila visitatori.
Dopo due annate difficili, la 2017 torrida e siccitosa e la 2018 fredda e piovosa, gli assaggi degli ultimi tre millesimi hanno messo in luce un eccellente livello qualitativo, con vini, intensi, armoniosi ed equilibrati.
L’edizione di quest’anno di Contrade dell’Etna ha assunto un significato particolare. A dicembre dello scorso anno è scomparso Andrea Franchetti, titolare della cantina Passopisciaro e ideatore della manifestazione. Dopo aver creato la Tenuta di Trinoro in una zona selvaggia della Val d’Orcia, durante un viaggio in Sicilia, Andrea Franchetti s’innamorò dell’Etna. Grazie a una vasta cultura internazionale e a uno spirito curioso e intraprendente, riuscì a comprendere subito il potenziale delle terre del vulcano e a creare una seconda tenuta a Passopisciaro, acquistando la prima vigna in Contrada Rampante, a 1000 metri d’altitudine, poi affiancata da altre pregiate parcelle. Non è un caso che dalla sua capacità visionaria sia nata una manifestazione come Contrade dell’Etna. Andrea Franchetti fu tra i pionieri delle vinificazioni parcellari delle singole vigne e della produzione dei vini di singole Contrade, sul modello dei Cru della Borgogna.
Oggi i vini di Contrada sono una consolidata caratteristica del panorama Etneo e quasi tutte le cantine propongono etichette che contribuiscono a mettere in luce le infinite sfaccettature di un terroir unico al mondo, anche grazie alla presenza di vitigni autoctoni di grande valore, come il nerello mascalese, il nerello cappuccio e il carricante. L’Etna possiede, inoltre, numerose vigne centenarie ad alberello sopravvissute alla fillossera, che costituiscono una memoria dell’antica viticoltura e un prezioso patrimonio di biodiversità. La collocazione dei vigneti sul versante nord, nord-est, est e sud-est del vulcano, le diverse esposizioni e altitudini, contribuiscono a creare una moltitudine di microclimi differenti. I suoli variano molto a secondo delle sciara di lava di ogni singola colata, ognuna con una diversa composizione di sabbie lapilli, rocce e sostanze minerali. Contrade dell’Etna è uno splendido viaggio in questo complesso mosaico, che conferma una costante crescita del livello dei vini: bianchi tesi, verticali e vibranti; rosé freschi, agrumati e sapidi; rossi eleganti e raffinati. Oggi il Consorzio di Tutela dei vini Etna DOC rappresenta 146 produttori, che producono complessivamente 4,5 milioni di bottiglie esportate in tutto il mondo. Prossimo appuntamento con i vini dell’Etna all’imminente edizione del Vinitaly, con uno spazio dedicato al Pad 2, Stand A-B-C.
a cura di Alessio Turazza
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