Se siete di quelli “col pesce, solo vino bianco”, ci dispiace per voi ma siete rimasti incredibilmente ancorati a un tabù che non ha più senso già da un pezzo. Il problema di queste convinzioni così consolidate è, come nel caso dell’abbinamento con i formaggi, la generalizzazione. Tutto ciò che proviene dall’acqua, tanto quella dolce quanto quella salata, ricade infatti sotto l’enorme ombrello del nome “pesce”, anche se poi ci troviamo davanti a prodotti completamente differenti tra loro.
Non ci vogliono chissà quali doti di perspicacia per comprendere quanto siano distanti i delicati e aromatici sentori di uno scampo crudo e la solida sapidità dei sardoncini alla scottadito; oppure quanto siano diametralmente opposti un pesce San Pietro appena scottato e condito con un filo d’olio delicato e una rustica e saporita zuppa di pesce come se ne trovano tante lungo le nostre coste.
Già da questi pochi esempi si comprende che anche nel caso dell’abbinamento con il pesce dobbiamo grattare un po’ la superficie e addentrarci nello specifico della materia prima, distinguendola secondo vari parametri: la grassezza, la sapidità, il metodo di cottura, gli ingredienti utilizzati, variabili che aprono panorami su un universo gastronomico ampio e variegato che davvero non può essere racchiuso solo nelle poche sillabe “col pesce ci va il bianco”.
Ma quali sono i rossi più adatti ad essere abbinati con le ricette di mare?
L’identikit ci dice che il vino dovrà essere perlopiù giovane, fragrante, dotato di una fresca vena acida, poco o mediamente strutturato, con un tannino quasi impercettibile. E allora andiamo a pescarne alcuni tra quelli premiati nella Berebene del Gambero Rosso, riuscendo in questo modo a consigliarvi etichette di ottimo livello ma che non pagherete più di 20 euro.
La cantina dei Fratelli Alessandria, fondata nel 1870, è una tra le realtà produttive più antiche di Verduno, in provincia di Cuneo. A guidarla oggi ci sono Gian Battista, la moglie Flavia, il fratello Alessandro e il figlio Vittore, che animano la secolare tradizione vitivinicola della famiglia, all’insegna di un solido classicismo enoico. Nei vigneti, accanto al nebbiolo si trovano il dolcetto, la barbera, la freisa e il pelaverga, con la favorita come unica uva a bacca bianca prodotta. Ovviamente sono i Barolo la punta della produzione, vini che difficilmente risulteranno adatti a preparazioni marinare. Ma non possiamo non segnalare il loro Verduno Pelaverga Speziale ’23, che invece è più che adatto al nostro scopo: speziato, come dice il nome stesso, con nuance floreali e una bocca pimpante e di buona finezza.
Abbinamento consigliato: provatelo con un risotto alla marinara, ben pepato e colorato con un po’ di pomodoro.
In un territorio dove l’acquisizione di vigneti è quasi impossibile, Franz Gojer ha saputo ampliare la piattaforma viticola partendo dalle vigne di Santa Maddalena, a due passi dal centro cittadino, e giungendo alle più alte esposizioni di Cornedo all’Isarco, dove trovano dimora le varietà a bacca bianca. Gestione familiare per l’azienda di via Rivellone, con Franz affiancato dalla moglie Maria Luise e il figlio Florian. Sono interpreti sopraffini della schiava e possono fare affidamento su vigneti di famiglia adagiati nella culla della varietà bolzanina.
Il Vigne Vecchie ’23 proviene da un vigneto a 600 metri di altitudine, dove le uve maturano rinunciando a un pizzico di immediatezza fruttata per ricevere in cambio sapidità e spinta acida. Il risultato è un calice da bersi rigorosamente fresco e che si fa apprezzare per dinamismo e tensione.
Abbinamento consigliato: portatelo in tavola con un grande classico, il rombo arrosto con patate: non ve ne pentirete.
La naturalezza espressiva delle etichette di Badia a Coltibuono, frutto di una matura sensibilità interpretativa, è da anni il filo conduttore della produzione della cantina della famiglia Stucchi Prinetti, posta a Monti nella porzione meridionale dell’Unità Geografica Aggiuntiva di Gaiole in Chianti. Un tratto capace di elevare i vini di casa, moderni nonostante le mode, al rango di veri e proprio “classici” della denominazione del Gallo Nero, con il sangiovese a mantenere un carattere e un profilo straordinariamente fedele a sé stesso. Un’evidenza che si incontra anche nel Chianti Cetamura ‘22, piacevolmente fragrante nei suoi profumi fruttati e molto centrato in bocca, dove la beva è agile e deliziosa.
Abbinamento consigliato: rimaniamo in Toscana ma cambiamo zona, provatelo con un cacciucco alla livornese.
La famiglia Plantamura da oltre trent’anni gestisce un agriturismo nella sua tenuta nel parco dell’Alta Murgia e da una dozzina propone una piccola gamma di vini realizzati esclusivamente con vitigni tipici del territorio. I vigneti aziendali sono situati nei comuni di Cassano delle Murge e di Acquaviva delle Fonti, a un’altitudine tra i 400 e i 450 metri. Le etichette proposte sono giocate principalmente sulla nitidezza aromatica, la freschezza del frutto e la piacevolezza. Il Crae è un Primitivo giovane, vinificato in acciaio. La versione 2023 ai sentori di mora di gelso e frutti rossi freschi al naso fa seguire un palato grintoso, ricco di frutto, dalla beva piacevole e immediata.
Abbinamento consigliato: potrebbe sembrare un azzardo su piatti di pesce, ma assaggiatelo con un polpo alla Luciana, magari un po’ piccantino. Vi sorprenderà.
Nata per iniziativa di Guglielmo ed Enzo Cambria, Cottanera è divenuta in pochi anni una delle protagoniste della rinascita dell’Etna: le fasi iniziali vedono un orientamento internazionale, con vitigni come syrah, merlot o mondeuse, capaci di integrarsi qui con esiti assai felici. Gradualmente l’attenzione si è concentrata sui vitigni autoctoni e sulle potenzialità espresse dai singoli vigneti dell’azienda, forte di una presenza importante nelle contrade di maggiore prestigio.
Abbinamento consigliato: se avete dei bei gamberoni e una brace accesa il consiglio è di tenere sottomano una bottiglia dell’Etna Rosso ’22: offre al naso aromi di frutti di rovo, pesca nettarina, cenni minerali ferrosi e sottobosco. In bocca si offre sapido e maturo, ricco di tannini sottili ed eleganti e con un bel finale speziato.
Niente da mostrare
ResetNo results available
Reset© Gambero Rosso SPA 2025
P.lva 06051141007 Codice SDI: RWB54P8 Gambero Rosso registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma
Modifica impostazioni cookie
Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: dpo@class.it
Resta aggiornato sulle novità del mondo dell’enogastronomia! Iscriviti alle newsletter di Gambero Rosso.
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.
Made with love by Programmatic Advertising Ltd
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati