20 Mar 2017 / 11:03

È morto Andrea Salvetti. Designer e gastronomo amico degli chef. E cultore della terra

L'artista toscano è stato stroncato da un infarto nella notte tra venerdì e sabato, durante una gita a Saturnia. Classe 1967, il suo studio in Lucchesia si era trasformato in fucina prolifica per progetti d'arte e design che celebravano il legame con la terra e la cultura del cibo. Molte le collaborazioni celebri: con Paolo Lopriore la nuova tavola conviviale. 

È morto Andrea Salvetti. Designer e gastronomo amico degli chef. E cultore della terra

L'artista toscano è stato stroncato da un infarto nella notte tra venerdì e sabato, durante una gita a Saturnia. Classe 1967, il suo studio in Lucchesia si era trasformato in fucina prolifica per progetti d'arte e design che celebravano il legame con la terra e la cultura del cibo. Molte le collaborazioni celebri: con Paolo Lopriore la nuova tavola conviviale. 

Il legame tra arte e cibo

Sulla pagina Facebook di Paolo Lopriore, da ieri, la foto profilo in bianco e nero parla di un legame professionale che era diventato sinergia profonda. Di intenti e sentimento. La foto di un cuoco e di un artista che al cibo e al mondo della cucina ha dedicato buona parte delle sue ricerche. Nulla di più, se non uno scatto che parla meglio di tante parole, per rappresentare in silenzio la mancanza di un lutto improvviso. Che ha colpito il mondo dell'arte tanto quanto quello della gastronomia italiana, e gli amici che Andrea Salvetti l'hanno affiancato e supportato fino a qualche giorno fa. Ma anche tutti quelli che ne seguivano le “gesta”, designer prolifico (solo qualche giorno fa l'appello sul web per reclutare nuovi collaboratori, perché “il lavoro al mio studio è in crescita"), fine gastronomo, e amante della terra, che spesso finiva per celebrare nelle sue performance condivise con chi il cibo lo maneggia ogni giorno. L'anno scorso un viaggio on the road sulle rotte americane, per rinsaldare una volta di più il legame tra arte e cibo, con quelle Sculture da Fuoco che riflettono sul senso etico ed estetico del cibo e restituiscono dignità al prodotto, e al produttore. Con lui amici e sodali di strade che si incrociano davanti a una tavola imbandita, Angelo Torcigliani e Damiano Donati, Andrea Falaschi e il professor Nicola Perullo, che all'indomani della sua scomparsa ha voluto ricordarlo con parole sincere sulla sua pagina Facebook, passando in rassegna i momenti più intensi di un rapporto di stima e collaborazione ultra decennale: l'installazione Architettura della fame e della sete nel 2008, presentata davanti alla platea dell'Aula Magna della Sapienza di Pisa; l'agnello sacrificale e il pane, primo esperimento sui recipienti da cottura, nel 2013, a Pollenzo; l'intervento ad Anteprima Vini Lucca, un anno fa, con il rito della condivisione in una grande bacinella di rame. In comune l'urgenza di condividere opere nate per essere “consumate, vissute, masticate, comprese, digerite”, come Salvetti ribadiva a proposito di una delle sue ultime creazioni, la Tovaglia spontanea presentata a Lucca lo scorso dicembre.

 

La tavola conviviale e altri ricordi

E nel frattempo, da un paio d'anni, la ricerca sulla nuova tavola conviviale, con e per l'amico Paolo Lopriore (e insieme a Luca Govoni), che i suoi piatti da portata votati alla convivialità li aveva portati sul palco di Identità Golose, nel 2016. Ora, sempre in cerca di un equilibrio ideale tra design, arte, cucina e cultura, i due stavano sperimentando l'affumicatura, con l'affumicatore da tavolo al vaglio sulla tavola del Portico di Appiano Gentile. Figlio della Lucchesia, e molto legato alle sue radici, Salvetti era nato nel 1967 a Bozzano, in provincia di Lucca, e ai suoi studi artistici aveva presto sovrapposto il suo interesse per il cibo, applicando la sua creatività e un grande sapere manuale (seguiva il progetto dalla prima ideazione alla fusione, all'assemblaggio) all'innovazione gastronomica. Quest'anno avrebbe festeggiato i 50 anni, ma un infarto lo ha colpito venerdì notte durante una gita a Saturnia. Tante le collaborazioni celebri con i protagonisti della cucina italiana, da Davide Scabin a Valeria Piccini, a Igles Corelli, per citarne alcuni, ma molti di più almeno una volta erano passati nello studio di Ponte a Moriano - dove campeggia un'esplicita scritta al neon: “L'arte si fa con tutto” - dove domani 21 marzo amici e parenti si ritroveranno per ricordarlo. E noi ci uniamo idealmente.

 

a cura di Livia Montagnoli

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