15 Feb 2017 / 16:02

Nuove aperture a Milano. Orientalismi, pop up, ramen bar e il Perù gourmet di Quechua

Mentre i grandi colossi della ristorazione veloce made in Usa si preparano a invadere il centro città, a Milano si delinea con insistenza la mania del ramen bar, da Misoya alla Bottega di Toridoll, a Tatsu Ramen. Tra le curiosità il bistrot dedicato al tè matcha, la cucina del Nord Est e il peruviano gourmet. 

Nuove aperture a Milano. Orientalismi, pop up, ramen bar e il Perù gourmet di Quechua

Mentre i grandi colossi della ristorazione veloce made in Usa si preparano a invadere il centro città, a Milano si delinea con insistenza la mania del ramen bar, da Misoya alla Bottega di Toridoll, a Tatsu Ramen. Tra le curiosità il bistrot dedicato al tè matcha, la cucina del Nord Est e il peruviano gourmet. 

Aspettando Cracco in Galleria. KFC sfida Starbucks

Come si è aperto il 2017 gastronomico di Milano? Le aspettative dei prossimi mesi convergono inevitabilmente in Galleria, dove tra l'estate e l'autunno prossimi si annuncia l'inaugurazione del nuovo, magniloquente Cracco che regalerà lustro ulteriore al salotto della città. I lavori procedono già da qualche settimana, mentre diversa sarà la sorte designata per gli spazi commerciali adiacenti, in scadenza di contratto: Palazzo Marino ha sancito un giro di vite che garantirà la concessione nel rispetto della massima valorizzazione del patrimonio immobiliare e secondo il principio di differenziazione merceologica. Quindi spazio eventuale per la vendita di prodotti alimentari d'alta gamma, ma veto assoluto per l'attività di ristorazione. Intanto però, fuori dalla Galleria, il panorama ristorativo meneghino non sembra conoscere requie. Cominciando proprio qualche passo più in là dagli ingenti investimenti di colossi internazionali del settore come Starbucks (in piazza Cordusio col tramite di Percassi, ma questa è storia già nota anche se l’apertura – ora prevista anche a Roma – è posticipata a giugno 2018) e KFC, che solo negli ultimi giorni ha ufficializzato l'apertura entro l'estate di un grande fast food nel palazzo a tre piani tra piazza Duomo, via Torino e via Mazzini, di proprietà della società immobiliare di Baldassarre Monge, dietro pagamento di un affitto annuale da capogiro: 2 milioni di euro per garantire pollo fritto vista Duomo a milioni di turisti che ogni anno affollano l'attrazione turistica simbolo di Milano. I lavori sono già cominciati, a Kentucky Fried Chicken si prepara in grande stile al suo esordio in centro città, dopo tre aperture ravvicinate nel tempo al Centro di Arese, ad Assago e al Bicocca Village.

È ramen mania

Non solo di fast food e format a stelle e strisce si vive, però, e l'appetibilità di una piazza in costante rinnovamento si misura anche per il potenziale che è in grado di esercitare su grandi investitori, intercettando nuove tendenze. Questo è successo con Toridoll, corazzata asiatica della ristorazione veloce (ma non solo) che oggi conta nel mondo oltre 1200 ristoranti. A Milano il piano di espansione sarà rapido, sfruttando il traino di una moda gastronomica che non risparmia più nessuno; largo dunque alla prima apertura della serie, la Bottega del Ramen di via Vigevano, che aprirà al pubblico il 16 febbraio (a marzo, dalla stessa proprietà, arriva anche Tokyo Table, trattoria nipponica con qualche elemento di originalità in più), con un menu che approfondisce da una prospettiva ancora diversa la cultura del ramen – perché ognuno lo propone a modo suo – in un panorama cittadino sempre più affollato di insegne che declinano il tema, dai precursori CasaRamen (ora al raddoppio con CasaRamen Super) e Zazà Ramen, a Ryukishin e Mi Ramen. Gli ultimi arrivati sono Misoya, proprio a pochi metri da Zazà, e Tatsu Ramen, inaugurato qualche giorno fa in corso di Porta Romana, con una grafica che strizza l'occhio alla cultura degli anime giapponesi, cucina a vista e consueta carta di ramen diversificati per brodo e topping.

Dal tè matcha al Perù

Si resta in Oriente con la proposta del Macha Cafè, bistrot-bar dedicato al tè matcha, che i giapponesi riconoscono per tradizione come rimedio calmante e vitaminico, ricco di antiossidanti, nonostante una percentuale di caffeina superiore alla media dei tè. L'idea è di Tunde Pecsavari, già proprietaria a Milano del ristorante giapponese Bento, l'estetica è quella di un caffè nord europeo, dove si arriva (in zona Fondazione Feltrinelli) per rilassarsi sorseggiando una tazza di matcha, ma si può anche mangiare. Colazione dolce o salata, pranzo veloce con pancake, avocado burger, toast, sushi, tutto accompagnato dal tè. E per l'aperitivo cocktail insoliti che sfruttano le qualità del matcha. Ancora etnico, ma dall'altra costa del Pacifico, in via Meda, con Quechua, Alta Cucina Peruviana. Il ristorante inaugurato appena poche ore fa porta la firma di Rafael Rodriguez, e come Pacifico (che in via Moscova declina la filosofia del pisco bar con ceviche), si propone di far scoprire alla città la cucina peruviana gourmet. Tre i menu degustazione: 65, 75, 85 euro per l'interpretazione tradizionale, la moderna e il percorso dello chef.

Mangiare a Milano. Dalla colazione al dopocena

Decisamente fuori dagli schemi, invece, l'idea di Mot, recentemente ripensato (e ristrutturato in veste di moderno bistrot) in quel di Brera, dove l'acronimo dell'insegna sta per Maiale, oca, trota. Nessuna burla, solo la somma di alcune tra le specialità più note del Nord Est Italia: tre ingredienti in arrivo dai produttori del territorio che orientano il menu di un bistrot insolito fondato da Claudio Antonini. Tra le proposte di punta le verticali tematiche di Oca – dal tagliere di salumi ai ravioli d'oca al burro di malga, alla tagliata d'oca – Maiale – tra lardo di mangalica e mortadella, gnocchi con prosciutto San Daniele e stinco al forno – Trota – in tartare, uova, mousse, saor, in lasagna e cotta al vapore con verdure – in abbinamento vini del Nord Est e birre artigianali. Ma c'è anche il mot dog artigianale in tre varianti. Attitudine più mondana e notturna, invece, per Nik's & Co, ispirato nel nome e nel logo al proibizionismo americano. Alla guida quattro giovani soci e uno chef, Giovanni Spina, con trascorsi da Enrico Bartolini e Trippa. Mentre a stilare la drink list ha collaborato il barman Franco Tucci Ponti, con l'idea di valorizzare i prodotti della tradizione italiana, come i vermouth.

Il pop up di Cir a Scalo Milano. Con gli chef Chic

Di nuovo un grande gruppo della ristorazione, stavolta italiano, per chiudere la rassegna. C'è il nome di Cir Food (lo stesso che a Torino gestisce l'offerta gastronomica del grattacielo di Renzo Piano) dietro all'Aromatica Restaurant Lounge Bar di Scalo Milano, area commerciale di Locate Triulzi. Il format è stato elaborato in collaborazione con Chic, Charming Italian Chef e ospiterà uno chef diverso ogni mese. A partire da Matteo Sacco del Piccolo Lago di Verbania, che il 15 febbraio lascerà il testimone a Enrico Gerli, dei Castagni di Vigevano.

 

La Bottega del ramen | Milano | via Vigevano, 20 | dal 16 febbraio | tel. 02 89410258

Casa Ramen Super | Milano | via Ugo Bassi, 26 | dalla fine di febbraio

Misoya | Milano | via Solferino, 41 | tel. 02 83521945 | www.misoya.net

Macha Cafè | Milano | viale Crispi, 15 | tel. 02 45473046 | www.machacafe.it

Tatsu Ramen | Milano | via Orti, 2 (angolo Corso di Porta Romana) | tel. 02 5461245 | www.tatsuramen.it

Quechua | Milano | via Giuseppe Meda, 29 | tel. 02 84800794 | www.quechuaristorante.com

Mot Bistrot | Milano | via Moscova, 25 | tel. 02 36631450 | www.motbistrot.it

Nik's & Co | Milano | via Schiaparelli, angolo via Copernico | tel. 02 91571797 | www.niksandco.it

Aromatica Restaurant Lounge Bar | Locate Triulzi (MI) | Scalo Milano, via Milano, 5 | tel. 02 90730653 | www.aromaticarestaurant.it

 

a cura di Livia Montagnoli

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