Il Chianti Classico continua a crescere, non tanto per i numeri e le risposte sul mercato, che comunque ci sono, quanto per la sua grande piacevolezza contrassegnata da nitidi tratti di beva, naturalmente contemporanei. Il vino ideale insomma per chi cerca, soprattutto, un ottimo accompagnamento a tavola, strizzando l’occhio anche al prezzo, che di questi tempi non guasta.
L’annata 2024, presentata alla Stazione Leopolda di Firenze, durante Chianti Classico Collection, nella consueta cornice delle Anteprime annuali dedicate alla Toscana del vino, non smentisce la tendenza. Nonostante le difficoltà causate dalle condizioni climatiche che si fanno sentire sempre di più, quello che ne esce è un vino di buon equilibrio, succoso, fresco e goloso al punto giusto. Un’annata che in generale funziona benissimo.

foto di https://www.chianticlassico.com/
Più riflessione richiede l’annata 2023 che ha portato ai banchi di assaggio la Riserva ma ancora più la Gran Selezione. Il risultato generale chiarisce una volta per tutte, se mai ce ne fosse bisogno nel 2026, come, a fare la differenza, sempre più, sia l’attenzione del produttore con il proprio team prima in vigna e poi in cantina. Parola d’ordine: essere in vigna con il cuore e con la testa.

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I dati, come conferma il presidente del Consorzio del Chianti Classico Giovanni Manetti, sono positivi con un aumento delle vendite in volume di oltre 1% e del 2,6% in valore rispetto al 2024. Aumento delle vendite negli USA, da sempre il mercato più importante per il Chianti Classico con volumi che passano al 36 al 37% nonostante i dazi aumentati al 15%. Risultato altamente significativo considerato che le vendite di vino italiano negli USA sono diminuite di oltre il 10% e solo tre denominazioni sono in positivo: una di queste è appunto il Chianti Classico. Forte aumento delle vendite dei vini anche in Canada, si passa dal 10 al 12% delle vendite totali. Negli Stati Uniti la Riserva segna un +14% e la Gran Selezione un +20%, mentre in Canada il consumo di Riserva e Gran Selezione cresce quasi del 30%.

Azienda storica di Gaiole in Chianti, punto di riferimento per la produzione del sangiovese di qualità, punta tutto sulla personalità e la grande bevibilità. Come nel caso di questo millesimo in cui i profumi di frutto e fiore si intersecano magistralmente: la bocca è sciolta e saporita, ha la giusta tensione e una bella armonia. Già pronto da bere ma si può anche aspettare, sempre che si sappia resistere.

Sonocosì 2024 – Jurij Fiore & Figlia
Da Lamole, l’Uga più “irripetibile” della Denominazione, un vino che appare come un piccolo capolavoro. Piccoli frutti rossi fragranti sfumati da leggeri tratti mediterranei. In bocca è composto, generoso, dall’ottimo equilibrio e gusto. Ha lunghezza e bontà. Un vino che nella sua semplicità, immediatezza, racconta un territorio straordinario nella sua migliore accezione. La classicità in una strepitosa versione connotata da mani che hanno un’idea precisa del vino che vogliono realizzare. Un vino di luogo, carattere e precisione. Impossibile resistere.

Grande eleganza, freschezza e sapidità in questa versione di Chianti Classico raddese che sprigiona tutta la forza del sangiovese con un ottimo allungo e grandissima persistenza. La cantina condotta da Michele Braganti con la moglie Alessandra negli ultimi anni sta crescendo con coerenza e determinazione sottolineando in ogni sorso tutte le qualità dell’Uga di riferimento. Da bere subito, ma può evolvere bene se lasciato a riposare in cantina per qualche anno.

E non si smentisce la linea di sangue che caratterizza l’Uga Radda. Qui Diego Finocchi con la moglie producono vini di grande fascino e senso di appartenenza. Vini franchi, di grande dinamismo e profondità. La grinta non manca in questo 2023 che ha un olfatto definito e soave con una bocca decisa, gustosa. Il sorso è disinvolto con una materia ben dosata e vibrante. Dal finale lunghissimo. Si può già gustare ora ma andrà lontano.

Sean O’Callaghan e il suo micromondo raddese si esprime al massimo in questo sangiovese pieno e godereccio. Un vino tutto di bocca dove la materia è ricca, polposa, sapida. Il sorso è sciolto, energico, dal grande movimento al palato. Un vino in continuo movimento e di grande gusto. Da bere e ribere.

Roberto Bianchi nella sua cantina ha scritto una buona parte della storia del Chianti Classico raddese e lo dimostra ancora una volta con un vino che esce con estrema piacevolezza e vivacità, saporito e agile. Bello succoso nel tannino. Un sangiovese di dimensione e personalità che va sempre bene come compagno a tavola.

Chianti Classico Gran Selezione 2023 – Cigliano di Sopra
Azienda storica di San Casciano ricostruita e rivitalizzata dalla nuova generazione capitanata da Maddalena Fucile con Matteo Vaccari, sta crescendo, anno dopo anno, con un’idea molto personale attorno alla produzione di Chianti Classico. I risultati non tardano ad arrivare con energia e passione. La Riserva stupisce per freschezza ed integrità. Una lettura ottima dell’annata, per niente semplice, ci rende una versione entusiasmante e tutta da gustare.

Chianti Classico Gran Selezione Vigna Barbischio 2023 – Maurizio Alongi
A Gaiole in Chianti il vigneron Alongi ormai ci ha abituati a uno standard molto elevato di vini che escono dalla piccola vigna Barbischio, poco più di un ettaro sita in mezzo al bosco. La versione 2023 della Gran Selezione sfodera un carattere molto mediterraneo, con cenni di sottobosco ed erbe aromatiche. La bocca è viva, tesa, gustosa e scandita dalla finissima trama tannica, che rende il sorso elegante e interminabile.

Chianti Classico Riserva 2023 – Castello di Volpaia
Un campione nel suo genere che sempre porta la firma della famiglia Mascheroni Stianti. La Riserva di Volpaia è un vino che sa stregare sorso dopo sorso. Polposo e vitale, in bocca spinge all’infinito. Un vino di spessore e grande avvolgenza, dotato di una sublime grazia generale. Merita l’assaggio immediato, ma evolverà bene nel tempo se lasciato riposare in cantina per qualche anno.

Chianti Classico Riserva 2023 – Riecine
Vino di corpo e di frutto. Dalla storica cantina di Gaiole in Chianti dove dal 2024 l’enologo Alessandro Campatelli è divenuto anche unico proprietario. I vini molto rappresentativi della Denominazione e dell’Uga di riferimento non fanno mistero del loro valore qualitativo che nel tempo ci ha abituato a standard importanti. Molto carnoso, snocciola frutta croccante e matura al centro bocca. La materia non manca, ve n’è in abbondanza e ottimamente gestita, per di più. Un vino dal grande potenziale di invecchiamento.
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