Incastonata tra le Dolomiti dell'Alta Badia, Corvara è una località che ha molto da offrire a chi ama trascorre le vacanze in montagna e allo stesso tempo apprezza i piaceri del buon mangiare e del bere bene. Tra le viuzze del centro e nelle piccole frazioni attorno, si incontrano tanti indirizzi validi per una sosta golosa, dalle pasticcerie ai ristoranti gourmet. Una vocazione godereccia che caratterizza anche i rifugi dove l'interessante proposta gastronomica va gustata insieme ai superbi panorami. Ecco alcuni degli indirizzi più interessanti in quota.
I 5 migliori rifugi di Corvara
Rifugio Col Alt
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L'assolato dehors del rifugio Col Alt ©Dolomiti Review
Iniziamo prendendo la cabinovia che sale comodamente dal paese fino ai 2.000 metri di altitudine di un'assolata altura panoramica, il Col Alt. Qui si incontra l'omonimo rifugio che Fabio Targhetta ha in gestione dall'ormai lontano 1998. Correva invece l'anno 2007 quando affidò i fornelli a Enrico Vespani, chef dalla bella mano ingentilita alla corte di Norbert Niederkofler. Insieme hanno sviluppato un'idea di cucina che si distingue da quella classica delle baite di montagna: il loro è un vero ristorante come attestano la cura nella realizzazione e nella presentazione di piatti, la scelta dei vini frutto di approfondita ricerca (anche nel mondo dei naturali) e il servizio professionale e attento. Tra le ricette che spiccano nel nuovo menu vanno sicuramente menzionate la torta alla salsa di panna acida, olio all'erba cipollina, insalata riccia e rapanelli marinati chips di patata viola, il risotto mantecato al burro acido con lumache, aglio nero e prezzemolo e la coscia di coniglio arrosto salsa di fegatini, peperonata, olive taggiasche e menta. Ci si può accomodare nella graziosa sala dalle illuminata da ampie finestre o sul terrazzo panoramico, magari al tavolo nella cupola vetrata pure mentre fuori nevica.
Rifugio Col Alt – loc. Col Alt - 0471 836324 - rifugiocolalt.it
Rifugio Jimmi
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Il terrazzo del rifugio Jimmi con la splendida visuale sul Gruppo del Sella ©Dolomiti Review
Una posizione spettacolare di fronte alle maestose pareti del Gruppo del Sella. Qui, vicino al confine con la Val Gardena, sorge il rifugio di Jimmi Schrott realizzato proprio dove un tempo si trovava la piccola baita della sua famiglia. Il terrazzo regala una visuale incantevole, ma anche gli interni sono molto suggestivi: nelle salette disposte su due piani è stata ricreata la calda atmosfera dei masi altoatesini in un ambiente dal curatissimo stile alpine-chic. Accanto a Jimmi, cuoco e patron, c'è l'intera famiglia: la moglie Gertrud e i figli Max, Philipp e Feliz. Il quartetto garantisce un servizio che gira bene anche nei momenti di maggior afflusso. Siamo nel posto giusto per assaggiare sia i piatti classici della tradizione locale, sia nuove idee come quella nata dalla collaborazione con lo chef Pier Giorgio Parini nell'ambito della rassegna Sciare con gusto: si tratta dei tagliolini di pasta fresca avvolti in una vellutata crema di Parmigiano, con caldarroste affumicate e scaglie di tartufo nero. Notevole la cantina che si distingue per scelta e profondità di annate con tante etichette prestigiose dall'Alto Adige, dal resto d'Italia e dal mondo.
Rifugio Jimmi – loc. Passo Gardena – 0471 836776 - jimmihuette.it
Rifugio Edelweiss
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Il rifugio Edelweiss @Dolomiti Review
Cinto dalle poderose pareti del Sassongher e del Sass de Ciampac, il rifugio della famiglia Comploj è una realtà dall'offerta eclettica che soddisfa sia chi si ferma per una pausa veloce sia chi è in cerca di un'esperienza gourmet in un'ambientazione montana. A quelli che appartengono alla seconda categoria sono dedicate le salette rustiche ed eleganti de La Stüa, il ristorante fine dining del rifugio. È il regno di Alois (in valle tutti lo chiamano Gigio) rientrato a casa dopo l'illuminate e proficua esperienza dai fratelli Baumgartner nel loro pluripremiato ristorante Schöneck a Falzes. Lo chef, classe 1998, interpreta il ruolo con personalità e con padronanza delle tecniche e firma un repertorio fatto di piatti golosi come i ravioli del plin con spuma di radice di prezzemolo e jus di cervo, gli gnocchi di zucca con fonduta al Parmigiano e crema di spinaci, o la guancetta di manzo brasata al Lagrein con crema di patate affumicate, carote baby e cipollotti. Per gli abbinamenti si pesca da una cantina ben fornita, molto attenta al territorio.
Rifugio Edelweiss – loc. Colfosco, via Altonn 11 - 0471 836024 - rifugioedelweiss.it
Rifugio Crëp de Munt
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Il rifugio Crëp de Munt ©Freddy Planinschek
Diciamo subito che questo rifugio è facile da raggiungere, ma non ci si arriva per caso: bisogna infatti fare una leggera deviazione dalla pista che dal Piz Boè scende diretta a Corvara. Nessuna difficoltà perché tutto è ben segnalato. Completamente rinnovata nel 2022, la struttura è adagiata su un pianoro che spunta dal bosco e punta diretto verso sud, aprendo un'ampia veduta su tante famose cime dolomitiche (compresa la più alta di tutte, la Marmolada). A far gli onori di casa col sorriso e con un'interessante proposta gastronomica la famiglia Niederkofler: Michael cucina mentre il fratello Thomas e la moglie Mara Planinschek curano il servizio in sala e nel gettonatissimo terrazzo. I titoli del menu sono scritti in ladino, per far intendere che il legame con il territorio è forte: per questo i piatti spesso e volentieri sono frutto della rivisitazione creativa di ricette storiche. Un paio di esempi? I ravioli verdi ripieni di selvaggina su crema di sedano e rafano e bacche di goji e la sella di cervo in crosta di noci, taccole e purè di pastinaca. Carta dei vini ben intonata.
Rifugio Crëp de Munt – loc. Boè - 349 3574435 - crepdemunt.it
Piz Boè Alpine Lounge
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La sala da pranzo del Piz Boè Alpine Lounge ©Roberto Grigis
Salire con la cabinovia che parte da Corvara è il modo più agevole per arrivare all'altopiano sotto il Piz Boè dove è stato realizzato il rifugio più moderno dell'Alta Badia che si distingue dallo stile tradizionale della maggior parte delle baite. Per gli interni è stato scelto un design minimalista dalle linee pulite e le sale sono dotate di ampie vetrate dalle quali si può ammirare un superbo panorama. In questo contesto viene presentata una cucina che fonde sapori e profumi di montagna con suggestioni mediterranee, puntando su piatti curati e piacevoli anche per l'estetica, come il risotto al Parmigiano Reggiano 36 mesi, sugo d’arrosto e aceto balsamico tradizionale di Modena, vero best seller. Una carta dei vini ricca e di respiro internazionale completa il bel quadro. Va infine ricordato che oltre al ristorante gourmet c'è il bistrot dalla proposta più easy.