Lo conferma l'Executive chef Fabrizio Boca, da più di trent'anni anni ai fornelli per gli inquilini del Colle, insieme al Head Chef del Quirinale Massimo Sprega: alla tavola del Presidente Sergio Mattarella non manca mai la pasta (corta), ma i suoi piatti preferiti sono il pollo alla diavola e – da bravo palermitano – pane e panelle. L'Agenzia Ansa si è fatta raccontare da chef Boca cosa bolle in pentola al Quirinale.
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L'intervista ha messo in risalto come nel tempo la cucina del Quirinale ha subito una trasformazione, al pari di come lo è stato per le abitudini degli italiani. «È una cucina regionale che rispetta le nostre tradizioni e non vogliamo dimenticarla. Usiamo solo prodotti Made in Italy» racconta Boca, «il 30% delle forniture dei prodotti freschi arriva dalla tenuta di Castel Porziano, cerchiamo inoltre di valorizzare le piccole aziende che andiamo a scoprire personalmente». Con la nuova amministrazione si è poi creato un reparto chiamato struttura ricevimenti e ristorazione, una novità per le cucine del Quirinale. «La struttura di ricevimento e ristorazione ha un economato e una segreteria, oltre alla cucina e la sala, e tutto funziona in sinergia» aggiunge Boca.
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Cosa piace mangiare al Presidente Mattarella
È top secret ma Boca concede ai giornalisti i suoi due piatti preferiti: il pollo alla diavola e una pietanza legata alle origini siciliane del Presidente: pane e panelle (qui per dove mangiarle a Palermo). C'è un ingrediente che invece è bandito a tavola al Quirinale: l'aglio. Nei pranzi e nelle cene ufficiali, inoltre, non manca mai la pasta. Il simbolo dell'Italia è proposto «con sughi anche semplici e quasi sempre in formato corto per non mettere in difficoltà gli ospiti con formati lunghi poco gestibili da chi non è italiano o abituato», prosegue Boca. «Negli anni la proposta è stata semplificata, raramente sono previste più di tre portate, primo secondo e dolce solitamente, mai l'antipasto, si prevede infatti di stare seduti non più di 45 minuti». L'ospitalità al Colle «è massima dunque badiamo moltissimo a tutte queste accortezze, compreso ovviamente i dettami religiosi per cui evitiamo il maiale se a tavola siederanno musulmani. Per noi è importante trasmettere l'importanza della tradizione e del Made in Italy».
L'archivio digitalizzato di ricette
Un vero e proprio database in cui trovano spazio tante ricette regionali di tradizione oltre ai menu sperimentati negli anni. «Facciamo relazioni scritte sottolineando il menu proposto, il gradimento, le possibili migliorie e lo archiviamo da una ventina di anni. L'idea è di non riproporre mai lo stesso menù allo stesso capo di Stato che magari torna in visita, a meno che non ha espressamente richiesto, con il cerimoniale, di gustarlo di nuovo». L'archivio è stato digitalizzato di recente e può essere letto anche come un interessante excursus storico: cosa ha gradito quel Presidente, quell'altro, c'è insomma la storia di una nazione, o perlomeno un racconto delle relazioni diplomatiche a tavola. «C'è da dire che i Presidenti, alcuni almeno, cambiano ma le delegazioni no».
Fra i tanti impegni nel corso degli anni, spiccano fra i più difficili da preparare l'ultimo G7 e un pranzo per il vertice Arraiolos nell'immediato post pandemia. «Siamo collaudati ma un evento un po' stressante», racconta Boca, «è il 2 giugno per la complessità e la partecipazione dei ragazzi delle scuole alberghiere. Ma nonostante la pressione la nostra è una bella macchina organizzativa, con un cerimoniale eccellente e il Presidente stesso ci ha sempre rassicurati».