"Dazi al 25% sui prodotti Ue": l'annuncio di Trump. Per cibo made in Italy stangata da 2 miliardi di euro

27 Feb 2025, 16:11 | a cura di
Il presidente Usa, in Consiglio dei ministri, non indica tempi e settori, tranne quello automobilistico, ma trema l'agroalimentare

Ci siamo, quasi. Donald Trump torna a parlare di aumento dei «dazi doganali del 25%» nei confronti dell'Unione europea. Lo fa in occasione del primo consiglio dei ministri della sua nuova amministrazione. E se la prende, come promesso qualche mese fa in campagna elettorale, contro il Vecchio Continente con un duro attacco: «Amo i Paesi europei, nella loro diversità, ma l'Unione europea è stata progettata per ingannare gli Stati Uniti. Però, ora, ci sono io alla presidenza». Trump ha quantificato in 300 miliardi di dollari il deficit commerciale degli Usa nei confronti dell'Ue. Cifra che Bruxelles ha ridimensionato a circa 50 miliardi, dicendosi comunque pronta a reagire «con fermezza», come annunciato dal vice presidente esecutivo, Stéphane Séjourné, con un post su X in cui ha parlato di tariffe «ingiustificate».

Mezzo miliardo di euro per il vino

Il presidente americano, tuttavia, durante il consiglio dei ministri non ha specificato i tempi per l'imposizione delle tariffe doganali («arriveranno molto presto») e neppure i settori specifici, tranne quello dell'auto. Ma tutto l'agrifood italiano è molto preoccupato per questa nuova tornata di dazi che appare sempre più vicina, dopo quelli applicati durante la prima presidenza Trump, da cui il vino italiano si salvò, e la successiva sospensione. Dopo le previsioni di Unione italiana vini, anche Coldiretti ha provato a quantificare i costi per le singole filiere: quasi 500 milioni solo per il vino, circa 240 milioni per l’olio d’oliva, 170 milioni per la pasta, 120 milioni per i formaggi. In totale una stangata da 2 miliardi di euro per l'agroalimentare made in Italy.

Stangata anche per i consumatori Usa

Considerando, invece, la spesa per i consumatori statunitensi derivante dall'imposizione di tariffe sui beni europei, il sindacato Coldiretti parla di sicuro calo di vendite. Un dazio del 25% sull'export agroalimentare Made in Italy potrebbe costare fino a 2 miliardi di euro in più. In base a un'analisi su dati Istat, infatti, i dazi imposti durante la prima presidenza Trump, su una serie di prodotti italiani, fecero scendere il valore dell'export (tra 2019 e 2020) del 15% per la frutta, del 28% per le carni e i prodotti ittici lavorati, del 19% per i formaggi e confetture e del 20% per i liquori. Il vino, seppur non inizialmente colpito dalle misure, aveva fatto segnare una battuta d’arresto del 6 per cento.

Diversificare gli sbocchi commerciali

Intanto, l'Ue punta a diversificare i mercati. Non c'è solo il trattato Mercosur, che dovrà essere discusso in Parlamento e Consiglio Ue (con l'Italia molto scettica) dopo la firma a Montevideo dell'accordo tra la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen e i presidenti di Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. L'esecutivo di Bruxelles, infatti, si sta muovendo in India, intensificando gli incontri diplomatici ai più alti livelli (27-28 febbraio), per arrivare a ridefinire una road map in vista di un accordo di libero scambio, che consentirebbe all'Europa di trovare nuovi sbocchi, alternativi a quelli americani, soprattutto in caso di guerra commerciale. Ue e India, partner strategici dal 2004, hanno iniziato a lavorare nel 2007 a un accordo commerciale. I negoziati si sono interrotti nel 2015 e sono ripresi nel 2022. L'interscambio commerciale è di oltre 137 miliardi di euro.

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