6 Nov 2017 / 16:11

Anteprima vini: Bordeaux 2016. L'arte dell'attesa

Un'annata eccezionale, nel vero senso della parola: per la particolarità degli eventi climatici e per gli inaspettati risultati che, grazie alla capacità di prevenire e di attendere, senza forzati interventismi, regalano un bellissimo millesimo ai vigneron di Bordeaux. I nostri assaggi en primeur.

Anteprima vini: Bordeaux 2016. L'arte dell'attesa

Un'annata eccezionale, nel vero senso della parola: per la particolarità degli eventi climatici e per gli inaspettati risultati che, grazie alla capacità di prevenire e di attendere, senza forzati interventismi, regalano un bellissimo millesimo ai vigneron di Bordeaux. I nostri assaggi en primeur.

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L'annata 2016: caldo, tempeste e siccità

Il 2016 è senza dubbio un’annata da riva sinistra, ma le eccezioni ci sono, e le abbiamo anche trovate… Cominciamo, però, facendo un passo indietro: novembre e dicembre 2015 sono stati, dopo quelli del 1920, i mesi invernali più caldi mai registrati. Poi, a partire da gennaio 2016 (e durante i successivi 6 mesi), la zona del Bordeaux ha subito una sfilata di numerose depressioni oceaniche e tempeste. Così i vigneti, in piena crescita, hanno dovuto far fronte a una alternanza caldo-freddo fino alla fine del mese di giugno.

I suoli hanno accumulato molte riserve d’acqua e nessuno poteva prevedere che proprio quelle riserve sarebbero state fondamentali per affrontare la siccità prolungata che ha accompagnato la stagione fino alla vendemmia.

Sempre in una condizione di secco assoluto, il periodo dal 21 agosto al 13 settembre è stato molto caldo, quasi tutti i giorni al di sopra dei 30 gradi. La vigna, molto resistente, ha continuato la sua evoluzione e l’invaiatura – iniziata ai primi di agosto – è stata piuttosto precoce e omogenea. A settembre, i vigneti hanno cominciato a mostrare dei segni di debolezza. Nelle ore più calde le foglie si attorcigliavano come per proteggersi dall'eccesso di sole. Durante le notti, un po’ più fresche, la vigna ritrovava un po’ di respiro. Poi, nella notte del 13 settembre, quasi inaspettata, arriva la tanto attesa pioggia: ben 30 millimetri, sufficiente a riequilibrare la sofferta siccità. Troppo tardi, troppo presto o nel momento giusto? Poco importa, finalmente i suoli e la vigna hanno assorbito l’acqua e superato lo stress.

Chateau_Pape_ClementChateau Pape Clement

Vendemmia e vinificazioni

Le bucce degli acini si sono intenerite, i tannini affinati. Gli acini hanno preso un gusto di frutta matura. La vendemmia è partita regolare a inizio settembre per i primi sauvignon bianchi e grigi. I primi rossi sono stati raccolti sui suoli caldi delle grave di Pomerol e Pessac-Léognan all’incirca il 10 settembre. Le vinificazioni sono andate regolari e lineari senza la necessità di eccessivo interventismo: cosa niente affatto semplice per i produttori già in preda all'ansia per la stagione in bilico fino a poco prima.

Il colore, il gusto, la struttura tannica: tutto si è svolto nella maniera migliore e ha offerto a Bordeaux un millesimo 2016 del quale certamente parleremo ancora per un bel po'.

 

I top 10

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L'ECCEZIONE


Chateau La Conseillante

Il più incredibile La Conseillante dell’epoca moderna. Il naso di un’incredibile purezza aromatica, sulle note di more e lampone ma anche di note più floreali al naso. I tannini in bocca di grande finezza danno al vino molta energia e di lunghezza. Un grande vino!

Pomerol | 80% merlot – 20% cabernet franc

 

LO STILE

Chateau Pape Clément

Intenso al naso con note di cassis, more e prugne, intervallati a delle note più speziate. La bocca è sempre densa e cremosa ma la freschezza dona all’insieme molta lunghezza. Sempre al top!

Pessac-Léognan | 50% merlot – 50% cabernet sauvignon

 

L'ASSOLUTO
Chateau Pontet Canet

La proporzione di cabernet sauvignon è sensibilmente più debole delle altre annate perché gli acini sono tutti molto piccoli. Il naso è una mescolanza di prugna e di cassis con una nota di menta fresca e di note minerali e gessose. Molta finezza ed eleganza in bocca. Il cuore è denso e potente ma senza eccessi. Una grande classe!

Pauillac | 60% cabernet sauvignon – 39% merlot – 1% petit verdot

 

L'INTROVERSO

Chateau Pichon Longueville Baron

Bouquet intenso di more, di mirtilli e di note più minerali come la grafite. La bocca è densa, potente, compatta ma senza dubbio di un grande livello qualitativo. Il finale è leggermente chiuso ma l’affinamento lo farà evolvere senza problemi.

Pauillac | 85% cabernet sauvignon – 15% merlot

 

IL TALENTO
Château Mouton Rothschild

Vino di una grande densità in bocca che dona al calice molta potenza e profondità. Grande precisione aromatica al naso sulle note di cassis, di violetta e accenti anche pietrosi. Gran terroir e grande vino.

Pauillac | 83% cabernet sauvignon - 15% merlot - 1% petit verdot - 1% cabernet franc

 

LA PROMESSA
Château Léoville Las Cases

Sulle note di ciliegie nere, di violette e di liquirizia: Las Cases offre sempre uno stile assolutamente classico. Di un’incredibile finezza di tannini senza eccesso di concentrazione. La freschezza dona all’insieme la lunghezza e un enorme potenziale.

Saint-Julien | 75% cabernet sauvignon - 14% merlot - 11% cabernet franc

 

LA TIPICITA'
Château Léoville Poyferré

Molto aromatico con note di cassis, di ciliegie nere, di prugne. Opulento e denso in bocca, Lèoville Poyferré ci offre una trama tannica vellutata e cremosa. Il finale è lungo, e ci lascia note di grafite.

Saint-Julien |60% cabernet sauvignon - 33% merlot - 5% petit verdot - 2% cabernet franc

 

LA FINEZZA

Château Cos d’Estournel

Conosciuto per essere sovente straordinario, Cos d’Estournel 2016 è sicuramente più classico. Con meno note di confetture rispetto al passato, ci offre una larga palette aromatica di frutti neri ma anche di note minerali e floreali. Di grande classe in bocca nello stesso tempo, denso ma senza alcuna aggressività. Grande Cos!

Saint-Estèphe | 76% cabernet sauvignon - 23% merlot - 1% cabernet franc

 

L’OUTSIDER
Château Pavie Maquin

Tipico del plateau calcareo di Saint-Emilion, il naso e la bocca esprimono la tipicità molto minerale del suo territorio. Su delle note di piccoli frutti rossi, di tabacco biondo con una nota vanigliata al naso; la bocca è setosa, densa e dotata di una freschezza che dona un assemblaggio vibrante.

Saint-Emilion | 82% merlot - 16% cabernet franc - 2% cabernet sauvignon

 

IL TERROIR
Clos Fourtet

Senza eccessi, senza pesantezza, il 2016 possiede una struttura tannica ultra fine nonostante la bella concentrazione. L’assemblaggio è di una grande eleganza e di grande persistenza in bocca, il finale è marcato da note gessose tipiche di questo grande terroir.

Saint-Emilion | 90% merlot - 8% cabernet sauvignon - 2% cabernet franc

 

Le 10 conferme

 

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Château Figeac

Un gran Figeac! Sublime texture nello stesso tempo setoso e ricco di finezza. La palette aromatica è ricca tra le note di frutti rossi, di cassis ma anche di note di sottobosco, di spezie, di mina di matita. Il finale è lungo su note saline che donano molto gusto a questo vino

Saint-Emilion | 38% cabernet sauvignon - 36% merlot - 26% cabernet franc

 

Château Lynch Bages

Potente, ricco e concentrato in bocca con note di confettura di more e di crema di cassis. L’equilibro di questo vino è dato dalla bella freschezza che costituisce la spina dorsale dell’assemblaggio e gli assicura potenza e un avvenire promettente.

Pauillac | 75% cabernet sauvignon - 19% merlot - 4% cabernet franc - 2% petit verdot

 

Château Pichon Longueville Comtesse de Lalande

Pichon Comtesse è sempre marcato dalla finezza e delicatezza dei suoi tannini ma questa annata offre più materia in bocca, la tessitura è più untuosa e più cremosa rispetto al passato. Mantiene la sua personalità, ma ha la stoffa e si innalza tra i migliori di Pauillac.

Pauillac | 75% cabernet sauvignon - 21% merlot - 4% cabernet franc

 

Château Haut Bailly

Il 2016 ci offre uno stile classico senza esuberanza. Con note di cassis, di ciliegie nere ma anche di sfumature legnose discrete al naso. La bocca rileva una tessitura molto setosa e tannini ultra fini.

Pessac-Léognan | 53% cabernet sauvignon - 40% merlot - 4% petit verdot - 3% cabernet franc


Château Marquis de Terme

Sempre in costante progressione da 10 anni, questo cru offre un 2016 molto definito con note di cassis, di lampone e di violetta. La trama tannica ci offre più finezza che nel 2015, sempre con una bella concentrazione e una bella acidità. L’assemblaggio genera certamente uno dei migliori vini di Margaux.

Margaux | 60% cabernet sauvignon - 35% merlot - 5% petit verdot

 

Château d’Alesme Becker

In uno stile marcatamente moderno, Marquis d’Alesme ritrova il suo posto dopo numerosi millesimi. Denso, potente in bocca, ci offre una grande palette aromatica con note fruttate e floreali ma anche qualche sfumatura di sottobosco e minerale

Margaux | 62% cabernet sauvignon - 30% merlot - 5% petit verdot - 3% cabernet franc

 

Château L’Enclos Tourmaline

Questo “piccolo cru” costituito da 3 parcelle d’eccezione situate in mezzo ai più grandi di Pomerol ci offre un vino denso con una trama tannica finemente chiusa. Un’esplosione di frutti neri e violetta al naso. Ha scosso il protocollo e la storia dell’appellazione di Pomerol da ormai parecchi anni.

Pomerol | 100% merlot

 

Clos Saint Martin

1 ettaro e 33, ovvero il più piccolo dei Grandi Cru Classée di Saint Emilion. A strapiombo su l’Angelus, Clos Saint Martin è un vigneto tenuto come una bomboniera. Di grande purezza aromatica al naso con note di uva spina, lampone, ha tessitura tannica di gran finezza e offre un’enorme concentrazione. La freschezza dona lunghezza al tutto. Un cru protetto nel cuore del villaggio.

Saint-Emilion | 80% merlot - 20% cabernet franc

 

Château Phélan Ségur

Di una regolarità esemplare da parecchi anni, Phélan Ségur offre un bouquet complesso di cassis, di fiori secchi, di menta fresca. La bocca è molto classica, senza esuberanze ma sempre molto precisa, molto dritta e senza austerità.

Saint-Estèphe | 55% cabernet sauvignon - 45% merlot

 

Château Lafon Rochet

In uno stile più equilibrato rispetto al 2015, il vino ci regala note di frutti neri, mentolo e grafite. La bocca è molto elegante senza pesantezza, senza eccessi e l’equilibrio è perfettamente centrato.

Saint-Estèphe | 67% cabernet sauvignon - 25% merlot - 2% petit verdot - 6% cabernet franc

 

Le 10 sfide

 

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Château Tour Saint Christophe

Proprietà situata sul plateau argillo-calcareo di Saint-Emilion, ha iniziato la sua metamorfosi da qualche anno. Oggi non classificato, fa parte dei concorrenti per prendere il Classement di Saint-Emilion che ha luogo ogni 10 anni (il prossimo sarà nel 2022). Il naso è un’esplosione di frutti neri: ciliegie, more. La bocca è densa e cremosa. È assolutamente un grande vino.

Saint-Emilion | 80% merlot – 20% cabernet franc

 

Clos du Clocher |

Situato sul plateau di Pomerol tra Trotanoy e La Fleur Pétrus, il Clos du Clocher fa di nuovo parlare di sé. I merlot apportano all’assemblaggio le note di frutti neri, floreali e minerali e il cabernet franc apporta finezza e energia.

Pomerol | 80% merlot – 20% cabernet franc

 

Château Grand Mayne

Localizzato sulla costa, versante ovest del villaggio, Grand Mayne Grand Cru Classé di Saint-Emilion ha la stoffa di un premier cru. Ciliegie nere e lamponi, intermezzati da note gessose al naso. La bocca è densa, soave. La trama tannica è finemente chiusa con sempre molta classe.

Saint-Emilion | 75% merlot – 20% cabernet franc - 5% cabernet sauvignon

 

Château Villemaurine

Situato nel cuore del plateau calcareo di Saint-Emilion, Villemaurine è di una qualità costante. Sulle note di frutti rossi senza eccesso di maturazione, la trama tannica è tenera, di una bella finezza. Si ritrovano nel finale delle note mentolate.

Saint-Emilion | 80% merlot - 20%cabernet franc

 

Château Labegorce

Situato nel cuore di Margaux, questo cru produce un vino di puro piacere: note di violetta, mirtillo con note più speziate e grigliate al naso. La bocca è rotonda, soave e gustosa.

Margaux | 52% merlot - 38% cabernet sauvignon - 6% cabernet franc - 4% petit verdot

 

Château Pédesclaux

La proprietà, situata non lontano da Pontet Canet, ha subìto una metamorfosi da qualche anno. Il vino è sempre più preciso col passare degli anni: il naso è complesso con cassis, e note vanigliate e torrefatte. La bocca è densa, abbastanza tannica e di una bella lunghezza.

Pauillac | 48% cabernet sauvignon - 45% merlot - 4% petit verdot - 3% cabernet franc

 

Château Saint Pierre

Nel cuore di Saint Julien, non lontano d Gruaud Larose, questo vino è un'espressione molto bella di cabernet sauvignon con note di cassis, liquirizia e grafite. La bocca è ancora abbastanza chiusa, ma di una buona concentrazione che si addomesticherà con il tempo.

Saint Julien | 73% cabernet sauvignon - 21% merlot - 6% cabernet franc

 

Château Clerc Millon

Vicino di Lafite Rothschild, la proprietà produce dei vini di grande purezza e di bella finezza. Il naso esprime degli aromi di ribes, lampone, sostenuti da note di mentolo e di sottobosco. La trama tannica è fine, morbida e di una bella freschezza.

Pauillac | 55% cabernet sauvignon - 29% merlot - 2% petit verdot - 13% cabernet franc - 1% carmenère

 

Château Meyney

Situata lungo l’estuario della Gironda vicino a Montrose, la proprietà produce un vino di gran classe. Gli aromi di cassis e confettura di more sono sostenuti da note grigliate al naso. In bocca è un vino denso, compatto, che necessita di un po’ di tempo. È costruito per durare negli anni.

Saint-Estèphe | 60% cabernet sauvignon - 25% merlot - 15% petit verdot

 

Château Carbonnieux

2016 è un millesimo solare e secco, ideale per la proprietà. Espressivo su note di frutti neri, di sottobosco e di spezie, è un vino dalla bocca fine. La tessitura tannica è raffinata e elegante e ha una bella lunghezza in bocca.

Pessac-Léognan | 50% merlot - 44% cabernet sauvignon - 4% petit verdot - 2% cabernet franc

 

Le 10 scommesse

 

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Château Fonbadet

Questa proprietà di Pauillac possiede un vigneto che si trova tra Pontet Canet e Pichon Comtesse. Il 2016 dona un vino molto aromatico con note più minerali, insieme al cassis. In bocca la texture è ultra morbida e fine con una lunga chiusura sulle note di lampone e fiori secchi.

Pauillac | 67% cabernet sauvignon - 25% merlot - 5% petit verdot - 3% cabernet franc

 

Château Laroque

Una delle più grandi proprietà di Saint-Emilion, localizzata sul plateau argillo-calcareo. Da due anni dà buoni risultati. Il naso del 2016 è un mix di frutti rossi: lamponi, more con un tocco di mentolo. La bocca è ben definita con una concentrazione media ma un bell'equilibrio tra acidità e ricchezza del vino.

Saint-Emilion | 87% merlot - 11% cabernet franc - 2% cabernet sauvignon

 

Château Corbin

Prodotto a nord di Saint-Emilion su un suolo sabbioso-grave, Corbin 2016 offre un naso molto delicato di frutti rossi. La trama tannica è fine, elegante, anche se il vino risulta un po’ chiuso in finale perché l’acidità ha la tendenza a fermare l’insieme. Questo dona un vino carino, molto seducente. E promettente!

Saint-Emilion | 89% merlot - 11% cabernet franc

 

Château Gazin Rocquencourt

Situata a Léognan non lontano da Domaine de Chevalier, la proprietà appartiene alla famiglia Bonnie, che possiede anche Malartic Lagravière. Per ora meno conosciuto rispetto al fratello maggiore, Gazin Rocquencourt produce un vino ultra seducente, pieno di frutta e note calcaree sostenute da aromi vanigliati e grigliati. La bocca è soave e vellutata. Un piacere!

Pessac Léognan | 55% merlot - 40% cabernet sauvignon - 5% cabernet franc

 

Château de Chambrun

Questa appellation vicina a Pomerol è un po’ nell’ombra, ma alcune proprietà come Chambrun meritano uno sguardo. Situata su un plateau di graves, Chambrun produce un vino denso e potente su note di ciliegie e mirtilli con un tocco di cedro e pane grigliato. La bocca è densa e cremosa. Abbastanza opulento ma senza pesantezza perché l’acidità dona lunghezza nell’assemblaggio.

Lalande de Pomerol | 69% merlot - 25% cabernet franc - 6% cabernet sauvignon

 

Château Sociendo Mallet

La proprietà è situata a nord di Saint-Estèphe, su un plateau di graves di fronte alla Riviera, degna dei più grandi terroirs del Médoc. Il vino è molto aromatico con note floreali e mentolate. La bocca è ultra elegante, i tannini sono fini ma chiusi. E vanta una bella freschezza dall’inizio alla fine della bocca.

Haut-Médoc | 50% merlot - 45% cabernet sauvignon - 5% cabernet franc

 

Château Siran

Questi terreni e queste vigne, vicini a Château Dauzac, danno vita a un 2016 brillante. Il naso è un’esplosione di frutti, in bocca la trama tannica è morbida e setosa. Di una media concentrazione e con una bella lunghezza in bocca.

Margaux | 46% cabernet sauvignon - 44% merlot - 9% petit verdot - 1% cabernet franc

 

Château Belgrave

Il 2016 ci regala una bella espressione di cabernet sauvignon. Molto aromatico al naso: cassis, rosa, minerale. In bocca la trama tannica è chiusa, ma dona carattere a questo campione dell'Haut-Médoc.

Haut-Médoc | 69% cabernet sauvignon - 28% merlot - 3% petit verdot

 

Château La Pointe

Annata molto interessante: al naso si percepiscono ciliegie nere, prugne ma anche delle note di sottobosco. La bocca è soave e delicata sostenuta dalla freschezza che gli sona il nerbo acido. Un bel Pomerol da conservare.

Pomerol | 83% merlot - 17% cabernet franc

 

Château Les Carmes Haut Brion

Atipico nell’appellation Pessac Léognan, ma interessante da seguire. Les Carmes Haut Brion sono, come il nome indica, non molto lontano dalla star dell’appellation. Nel 2016 c’è una proporzione molto forte di cabernet franc, che dona un vino sulle note molto floreali di petali di rosa, di piccoli frutti rossi. La bocca è ultra fine e delicata, nessuna pesantezza, nessun eccesso. Vedremo come saprà evolvere.

Pessac-Léognan | 41% cabernet franc - 20% cabernet sauvignon - 39% merlot

 

a cura di Costantino Gabardi

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