17 Feb 2017 / 10:02

La Città della Pizza a Roma. In primavera 30 pizzaioli d'Italia all'ex caserma Guido Reni

Si mangia la pizza dei più grandi maestri della pizza italiana, ci si diverte, si impara. Dal 31 marzo al 2 aprile Vinòforum inventerà una città della pizza aperta a tutti, per valorizzare l'intera filiera di qualità, dalle materie prime all'artigianalità del prodotto. Ecco i protagonisti e cosa si mangerà. 

La Città della Pizza a Roma. In primavera 30 pizzaioli d'Italia all'ex caserma Guido Reni

Si mangia la pizza dei più grandi maestri della pizza italiana, ci si diverte, si impara. Dal 31 marzo al 2 aprile Vinòforum inventerà una città della pizza aperta a tutti, per valorizzare l'intera filiera di qualità, dalle materie prime all'artigianalità del prodotto. Ecco i protagonisti e cosa si mangerà. 

Il format. La pizza protagonista

A pensare che mai prima d'ora qualcuno avesse sviluppato un format misto di intrattenimento e approfondimento dedicato alla pizza, considerando quanto il prodotto simbolo del made in Italy per eccellenza sia amato nel mondo, viene da sorridere. Soprattutto perché le potenzialità commerciali e divulgative di una manifestazione concepita per essere itinerante, popolare e per addetti ai lavori allo stesso tempo, sono chiaramente intuibili. Emiliano De Venuti, ceo e fondatore di Vinòforum, non ne fa mistero. A lui e al suo gruppo, specializzato nella produzione di format di comunicazione enogastronomica, è venuta l'idea di posare la prima pietra di una Città della pizza che prenderà forma a Roma tra qualche settimana, dal 31 marzo al 2 aprile, per un battesimo che già si preannuncia di fuoco: “Sarà uno spazio metaforico, un luogo che somma e coinvolge tutti gli stili e le scuole della pizza italiana che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi anni, in arrivo dall'intera Penisola. E ci aspettiamo di accogliere 15mila visitatori in tre giorni, anche se Roma è sempre una piazza imprevedibile”. Però è difficile nascondere la soddisfazione per la messa a punto di un format potente, che individua un trend letteralmente esploso negli ultimi anni – la pizza gli italiani ce l'hanno nel Dna, ma quanti fino a qualche tempo fa si interrogavano sulla differenza tra una napoletana e una pizza a degustazione, quanti ricercavano digeribilità dell'impasto e qualità degli ingredienti in pizzeria? - e lo trasforma, nelle intenzioni, in un parco dei divertimenti tematico, coinvolgendo i più affermati maestri del settore e i talenti emergenti, “i volti nuovi che abbiamo cercato sin negli angoli più impensabili d'Italia, con l'idea di valorizzare la qualità di un settore che oggi sa spingersi oltre i soliti nomi”.

 

Gli autori, gli stili

E questo chiamando in causa un comitato scientifico di “autori” che sono personalità note e stimate del mondo enogastronomico, con particolare dedizione e conoscenza del mondo della pizza: il giornalista napoletano, appassionato ed esperto di pizza Luciano Pignataro, Luciana Squadrilli e Tania Mauri (autrici per Giunti del libro Pizza on the Road), Stefano Callegari, che le mani in pasta ce le mette tutti i giorni, in prima persona. Certo, spiace considerare che dal novero delle voci competenti resti fuori un gruppo come il Gambero Rosso, unica realtà editoriale italiana di settore che dal 2013 (siamo alla quinta edizione) dedica una guida alle Pizzerie d'Italia, premiando le migliori e facendo chiarezza sugli stili che vanno per la maggiore: pizza napoletana, a taglio, pizza all'italiana, pizza a degustazione. Proprio le stesse categorie (più uno spazio dedicato alla pizza fritta) che il pubblico della Città della Pizza ritroverà rappresentate negli spazi dell'ex caserma di via Guido Reni, dirimpetto al MAXXI. Fuor di polemica, ecco cosa succederà durante l'evento.

 

30 maestri per 90 pizze. E le cene a 4 mani con gli chef

Ogni giorno, la “piazza” romana accoglierà le “case” di 10 maestri pizzaioli (30 in totale, da Nord a Sud della Penisola). A loro il compito di conquistare una platea eterogenea: l'ingresso è gratuito, le consumazioni si scalano da una card ricaricabile all'ingresso. Presso ogni postazione, attrezzata con forni elettrici o a legna - “secondo le esigenze dei pizzaioli abbiamo coinvolto partner diversi, così da avere a disposizione 15-16 forni professionali” - ognuno proporrà tre linee: margherita o marinara a scelta, una pizza gourmet, un'edizione limitata ideata proprio per la manifestazione. Si consuma in aree comuni o a passeggio per la “città” (per questo le tonde saranno servite già tagliate), con prezzi che variano tra i 6 e i 14 euro. Per un totale di 90 pizze differenti in menu. E presso l'area del ristorante Premium Lunch e Dinner, modulata su esperienze precedenti del gruppo, ogni sera – o all'ora di pranzo - una ventina di commensali (su prenotazione) potrà partecipare alle cene a 4 mani che vedono insieme un pizzaiolo e uno chef. Da bere le bollicine del Consorzio di Tutela Prosecco Doc o birra artigianale Baladin, su abbinamenti studiati.

 

Intrattenimento e formazione

Per la parte didattica e formativa l'attenzione è caduta tanto sul processo produttivo che sulle materie prime indispensabili per sfornare una buona pizza. E l'idea è quella di educare divertendo il pubblico amatoriale – con 4 spazi per Farina, Pomodoro, Olio Evo Mozzarella, animati da molini e produttori con laboratori, degustazioni e piccoli show – ma pure di catturare l'interesse degli addetti ai lavori e degli aspiranti pizzaioli con un programma congressuale di livello, che coinvolgerà i maestri pizzaioli per parlare di tendenze, evoluzione del settore, eccellenza del prodotto. Ultimo spazio da scoprire – tutta la città è indoor, al riparo dagli scherzi del tempo – il Pizza Lab, dove tutti potranno mettersi alla prova con impasti e farciture.

E dopo la prima? “Il format vuole essere un canale veloce e sincero, una comunicazione a cuore aperto sull'eccellenza e la diversificazione della pizza italiana. Nasce per essere itinerante e stiamo già organizzando una seconda edizione... All'estero”. Perché no, con la possibilità di coinvolgere anche i professionisti che alla pizza rendono giustizia in tante città del mondo. Intanto però i riflettori sono puntati su Roma. Ecco il parterre dei pizzaioli coinvolti:

Gino Sorbillo, Pizzeria Gino Sorbillo // Napoli

Corrado Scaglione, Enosteria Lipen // Monza Brianza

Renato Bosco, Saporè //Verona

Gabriele Bonci, Pizzarium, categoria “Al taglio” // Roma

Giancarlo Casa, La gatta mangiona, categoria “All’italiana” // Roma

Massimo Bosco, Pizzeria Bosco, categoria “Al taglio” // Olbia

Marzia Buzzanca, Percorsi di gusto, categoria “A degustazione” // L’Aquila

Gianfranco Iervolino, Morsi e rimorsi, categoria “Napoletana” // Caserta

Ciro Oliva, Concettina ai tre santi, categoria “Napoletana” e “Fritta” // Napoli

Francesco Vitiello, Casa Vitiello, categoria “Napoletana” // Caserta

Petra Antolini, Casa Petra, categoria “Al taglio” // Verona

Pierluigi Police, O’ scugnizzo, categoria “Napoletana” // Arezzo

Gennaro Battiloro, La Kambusa, categoria “Napoletana” // Lucca

Massimiliano Prete, Gusto divino, categoria “A degustazione” // Cuneo

La Confraternita della Pizza, categoria “Al taglio” // Roma

Famiglia Condurro, Da Michele, categoria “Napoletana” // Napoli

Stefano Vola, Vola Bontà per tutti, categoria “All’italiana” // Cuneo

Pierdaniele Seu, Mercato Centrale,categoria “All’Italiana” // Roma

Alessandro Coppari, Mezzometro, categoria “Al taglio” // Senigallia

Antonio Pappalardo, La cascina dei sapori, categoria “A degustazione” // Brescia

Mirko Rizzo, Pommidoro, categoria “Al taglio” // Roma

Emiliano Aureli, La taverna dei corsari, categoria “All’italiana” e “A degustazione” // Rieti

Cristiano Piccirillo, La Masardona, categoria “Fritta” // Napoli

Luca Belliscioni, Grecco Enjoy, categoria “Al taglio” // Roma

Francesco Martucci, I Masanielli, “Napoletana” // Caserta

Salvatore Di Matteo, Di Matteo, categoria “Napoletana” e “Fritta” // Napoli

Matteo Aloe, Berberè categoria “All’Italiana” // Bologna

Giuseppe Pignalosa, Le Parule, categoria “Napoletana” // Napoli

Diego Vitagliano, 10, categoria “Napoletana” // Napoli

Vincenzo Esposito, Carmnella, categoria “Napoletana” e “Fritta” // Napoli

Matteo Tambini, O fiore mio, categoria “A degustazione” // Faenza

Edoardo Papa, Biglietto prego, categoria “All’italiana” // Roma

Isabella Decham, 1947 Pizza Fritta, categoria “Fritta” // Napoli

Salvatore Gatta, Fandango, categoria “Napoletana” // Potenza

 

La Città della Pizza | Roma | via Guido Reni, 7 | dal 31 marzo al 2 aprile | ingresso libero | www.lacittadellapizza.it

 

a cura di Livia Montagnoli

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